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Venerdì 4 settembre 2026 — Briefing di preapertura

Il recupero dei mercati affronta la prova dell’occupazione americana

Wall Street e Asia accelerano dopo le parole prudenti della Fed; euro e azionario europeo migliorano, mentre Bund e petrolio mantengono aperto il rischio inflazionistico.

Venerdì 4 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati fra le 6:25 e le 7:00 italiane

I mercati arrivano all’ultima seduta della settimana con un quadro nettamente migliore rispetto a giovedì mattina. Wall Street ha chiuso con Dow Jones +1,18% a 53.686,11, S&P 500 +1,06% a 7.747,71 e Nasdaq +1,40% a 26.584,06. Il VIX è sceso del 5,79% a 14,32, segnalando una riduzione della tensione immediata.

La spinta è arrivata soprattutto dalle parole del governatore della Federal Reserve Christopher Waller, secondo il quale un’ulteriore discesa dell’inflazione potrebbe giustificare tassi invariati nella riunione di settembre. La probabilità implicita di un rialzo è così scesa dal 63% circa al 50%. Il Treasury decennale è rientrato intorno al 4,76%, circa tre punti base sotto i massimi recenti. Quadro globale del 4 settembre

La reazione si è estesa all’Asia: l’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone guadagnava circa l’1%, con Nikkei +0,8%, azioni cinesi +1% e Kospi +1,1%. I futures statunitensi erano poco mossi, mentre il future EURO STOXX 50 risultava sostanzialmente stabile.

Rimane però una forte contraddizione. Il Brent oscilla ancora intorno a 95,5–96 dollari e si prepara a chiudere la settimana con un rialzo vicino al 7%, alimentato dagli scontri fra Stati Uniti e Iran e dai rischi per la navigazione nello Stretto di Hormuz. La distensione sui tassi è quindi reale, ma resta esposta al petrolio e soprattutto al rapporto sull’occupazione statunitense delle 14:30.

Quadro tecnico e ciclico generale

L’ultimo set completo di grafici ciclici disponibile resta quello a 60 minuti della chiusura del 2 settembre. Quella fotografia mostrava FTSEMIB, STOXX, Bund ed euro sotto le rispettive medie a pallini, con Leo IA e CCI negativi e, in alcuni casi, su valori estremi.

I prezzi di giovedì hanno però prodotto un cambiamento importante. FTSEMIB ed euro hanno recuperato i primi riferimenti intermedi; lo STOXX è risalito verso quota 6.400; il Bund, dopo una reazione, torna invece debole nella preapertura. Poiché non sono disponibili nuovi valori serali validati degli indicatori, il miglioramento dei prezzi non può essere trasferito automaticamente a velocità cicliche, Leo IA, CCI, stocastico o DMI.

Sul quadro superiore, il T+2 rimane nella finestra compatibile con la costruzione di un minimo. La discesa di inizio settimana aveva negato la prima ipotesi di ripartenza mensile; il recupero successivo rimette ora in moto soprattutto il ciclo breve. Il dato verificabile è quindi una reazione di T-1/Tracy, mentre la partenza del T+1 e, soprattutto, del T+2 necessita ancora di conferme strutturali.

La relazione intermarket è meno negativa: azionario in recupero, dollaro più debole e rendimenti americani in arretramento. Il Bund, tuttavia, non consolida ancora una vera inversione e il petrolio resta vicino ai massimi della settimana. Non c’è quindi un allineamento completo fra azioni, obbligazioni e valute.

I quattro mercati in sintesi

FTSEMIB/FIB

Il FTSEMIB cash ha chiuso giovedì a 52.245,47 punti, in rialzo di 453,37 punti, pari allo 0,88%. Il mercato cash è ancora chiuso alle 7:00. FTSEMIB – ultima chiusura

Il contratto FIB settembre ha terminato la sessione ufficiale a 52.365, guadagnando 507 punti, pari allo 0,98%, dopo un’apertura a 51.960. Alle 7:00 non è ancora disponibile una quotazione ufficiale della nuova seduta, poiché l’asta del FIB comincia alle 7:30. Borsa Italiana – FIB settembre

Rispetto ai 51.855 dell’ultimo grafico ciclico disponibile, il FIB ha recuperato 510 punti, circa lo 0,98%. Il prezzo ha ripreso quota 52.000 e superato il primo riferimento intermedio a 52.225, ma rimane sotto la media a pallini del grafico, collocata a 52.772.

Il recupero migliora nettamente lo sviluppo breve e rende credibile la partenza di un nuovo T-1 dal minimo di 51.665–51.685. Non è ancora sufficiente, da solo, per confermare la ripartenza del T+1 o del T+2. La fascia 52.225–52.365 diventa il primo punto di verifica, mentre 52.600–52.772 rappresenta l’area superiore necessaria per un cambiamento più solido della struttura.

EURO STOXX 50

Il valore cash di riferimento dell’EURO STOXX 50 ha chiuso giovedì intorno a 6.382,59 punti. Il future settembre aveva regolato a 6.391.

Alle 6:24 italiane, il future settembre era indicato a 6.395, quotazione ritardata, in rialzo di 4 punti, pari allo 0,06%, con apertura a 6.392 e intervallo iniziale 6.387–6.395. EURO STOXX 50 future – dato ritardato

Rispetto ai 6.368 dell’ultimo grafico ciclico, il prezzo è salito di 27 punti, circa lo 0,42%. Ha quindi lasciato la Donchian inferiore a 6.345 e sta verificando il primo riferimento intermedio in area 6.399. Rimangono più in alto 6.434 e la media a pallini a 6.471.

La reazione breve è evidente, ma l’avanzamento rispetto alla fotografia precedente rimane inferiore a quello del FTSEMIB. Il ritorno verso 6.400 segnala la costruzione di un minimo, mentre la conferma di un T+1 crescente richiede ancora il recupero delle fasce superiori.

Bund

Il Bund aveva recuperato terreno durante la seduta di giovedì, ma nella preapertura torna a mostrare debolezza. Intorno alle prime ore europee il contratto settembre era indicato a circa 122,76, in calo di 0,16 punti, pari allo 0,13%, rispetto al precedente riferimento vicino a 122,92. La quotazione è derivata e può essere ritardata. Bund future – aggiornamento indicativo

Rispetto ai 122,66 dell’ultimo grafico ciclico, il prezzo rimane superiore di appena 0,10 punti, circa lo 0,08%. La reazione non è riuscita a consolidarsi sopra 123,06, primo livello intermedio, e la media a pallini a 123,72 resta lontana.

Il Bund continua pertanto a essere il mercato tecnicamente più debole. La zona 122,56–122,66 conserva il ruolo di base immediata, ma la nuova flessione mostra che non è ancora stata costruita una sequenza stabile di minimi e massimi crescenti. La discesa dei Treasury allevia la pressione, mentre petrolio e inflazione europea impediscono per ora una ripartenza convincente.

Euro

EUR/USD era scambiato intorno a 1,1627 poco prima delle 7:00, con mercato spot aperto, apertura giornaliera a 1,1626 e intervallo iniziale 1,1623–1,1633. La variazione rispetto alla precedente chiusura spot era sostanzialmente nulla. EUR/USD aggiornato

Il cambio di riferimento BCE di giovedì è stato fissato a 1,1615. La quotazione mattutina si trova quindi circa 0,0012, pari allo 0,10%, sopra tale livello. Cambio di riferimento BCE

Rispetto agli 1,15970 del future Euro FX nell’ultimo grafico, il movimento è di circa +0,0030, pari allo 0,26%, pur trattandosi di strumenti non perfettamente comparabili. Il prezzo ha recuperato il riferimento intermedio a 1,1610 e si avvicina alla media a pallini a 1,16426.

Fra i quattro mercati analizzati, l’euro presenta il miglior cambiamento rispetto alla fotografia del 2 settembre. La fascia T+2 1,1592–1,1568 ha prodotto una reazione e il ciclo breve mostra una prima rotazione credibile. Il passaggio fra 1,1633 e 1,1645 rappresenta ora la verifica principale per stabilire se il recupero possa estendersi al T+1.

Cosa può cambiare il quadro oggi

  • Alle 14:30 italiane sarà pubblicato il rapporto ufficiale sull’occupazione statunitense di agosto. Il consenso Reuters prevede 56.000 nuovi occupati, dopo la perdita di 23.000 posti registrata a luglio.
  • Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,1%. Le stime sui nuovi occupati sono però molto disperse, comprese fra una perdita di 25.000 posti e un aumento di 121.000: la possibilità di una sorpresa è quindi elevata.
  • La crescita annua dei salari è prevista in rallentamento dal 3,2% al 3,0%. Un dato contenuto ridurrebbe la pressione inflazionistica proveniente dal lavoro; un’accelerazione riaprirebbe immediatamente il confronto sui tassi. Anteprima del rapporto sul lavoro
  • Dopo le parole di Waller, il mercato assegna circa il 50% di probabilità a un rialzo della Fed nella riunione del 15–16 settembre. Il rapporto sull’occupazione può modificare questa valutazione, anche se l’inflazione statunitense della prossima settimana rimarrà probabilmente il passaggio decisivo.
  • Il Brent resta intorno a 95,5–96 dollari, con un guadagno settimanale superiore al 7%. Gli sviluppi fra Stati Uniti e Iran e la situazione dello Stretto di Hormuz continuano a rappresentare un rischio diretto per inflazione, Bund, euro e azionario europeo. Petrolio e tensioni nel Golfo

Conclusione

La fotografia di preapertura è migliorata sensibilmente. Wall Street ha recuperato con forza, l’Asia è positiva, i rendimenti statunitensi hanno corretto e l’euro è risalito sopra 1,1610. FTSEMIB e STOXX hanno lasciato i minimi di inizio settimana e stanno verificando i primi livelli intermedi.

La conferma ciclica superiore, tuttavia, non è ancora completa. Il FTSEMIB mostra la reazione più consistente dell’azionario europeo, lo STOXX si avvicina a 6.400, l’euro costruisce il miglior segnale preliminare, mentre il Bund rimane l’elemento più debole della relazione intermarket.

Il punto centrale della giornata sarà il rapporto sul lavoro statunitense delle 14:30. Prima del dato, il mercato sta già prezzando una Fed meno aggressiva; dopo la pubblicazione dovrà dimostrare se il recupero rappresenta l’avvio di una nuova fase ciclica o soltanto una reazione temporanea all’interno della correzione iniziata a fine agosto.

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