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Venerdì 18 settembre 2026 — Briefing di preapertura

 

Scadenze trimestrali: l’Europa consolida il recupero, petrolio ancora in calo

Azionario e Bund migliorano dopo la Fed, mentre l’euro resta debole; la seduta dovrà distinguere la ripartenza ciclica dagli effetti tecnici del rollover.

Venerdì 18 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati fra le 6:30 e le 7:00 italiane

I mercati europei arrivano alle scadenze trimestrali con una configurazione migliore rispetto all’inizio della settimana. Wall Street ha recuperato la flessione successiva alla Federal Reserve: Dow Jones +0,62%, S&P 500 +1,14% e Nasdaq +1,69%. Tecnologia, discesa del petrolio e moderazione dei rendimenti a lunga scadenza hanno sostenuto il movimento. Wall Street dopo la Fed

In Asia il passaggio centrale è stato il rialzo dei tassi della Bank of Japan dall’1% all’1,25%, massimo degli ultimi 31 anni. La decisione era attesa, ma i due voti contrari e l’assenza di indicazioni più restrittive hanno indebolito lo yen fino a circa 157 contro dollaro, mentre il Nikkei guadagnava intorno all’1,9%. Decisione della Bank of Japan

Il petrolio scende per la terza seduta consecutiva. Intorno alle 7:00 il Brent era indicato vicino a 104 dollari, in calo di circa 0,8 dollari, e il WTI a 101,20 dollari. Il parziale ripristino dell’oleodotto saudita East-West e le maggiori spedizioni attraverso l’Oman riducono il premio immediato sull’offerta, senza eliminare i rischi legati a Hormuz e al Mar Rosso. Petrolio e flussi sauditi

Alle 7:00 non è disponibile una quotazione pubblica sufficientemente aggiornata e omogenea dei nuovi contratti EURO STOXX 50 e Bund. Gli ultimi valori Eurex verificabili appartengono alla chiusura di giovedì: FESX a 6.308 e Bund dicembre a 120,77. Non vengono presentati come prezzi della nuova seduta. Il FIB è ancora chiuso e inizierà l’asta alle 7:30.

Quadro tecnico e ciclico generale

I grafici serali di giovedì confermano un cambiamento importante sul ciclo breve. Il minimo del 15 settembre ha prodotto una ripartenza decisa su FTSEMIB e STOXX, con recupero delle medie brevi, velocità positive e una nuova sequenza di minimi e massimi crescenti sul T-1.

La lettura più probabile è che dal minimo di martedì sia partito un nuovo T+1. Questa indicazione è più avanzata rispetto ai giorni precedenti, ma deve essere distinta dal trend del ciclo superiore: il T+2 conserva ancora una struttura debole e non dispone di una conferma completa di inversione. La ripartenza di un T+1 può quindi svilupparsi anche all’interno di un quadro mensile ancora negativo.

Sul T-1, il movimento non mostra ancora nei grafici serali un segnale completo di chiusura. Il FTSEMIB è sopra la media a pallini visibile in area 51.799, mentre velocità e struttura del prezzo rimangono positive. Dopo l’estensione già sviluppata dai minimi, tuttavia, la maturità del ciclo breve sta aumentando: la prosecuzione deve essere verificata attraverso la tenuta delle medie e la formazione di nuovi minimi crescenti.

Lo STOXX presenta una configurazione analoga, ma con un ostacolo più evidente nell’area 6.314–6.338. Il Bund ha finalmente superato il precedente riferimento a 120,75, mentre l’euro rimane il mercato relativamente più debole e non ha ancora recuperato le fasce perse dopo la Fed.

Gli indicatori citati appartengono alla chiusura di giovedì. Le quotazioni asiatiche e i movimenti legati alle scadenze possono modificare il prezzo, ma non aggiornano automaticamente media a pallini, Donchian, Leo IA, CCI, stocastico, MACD o ATR.

I quattro mercati in sintesi

FTSEMIB/FIB

Il FTSEMIB cash ha chiuso giovedì a 52.385,50, in rialzo di 416,38 punti, pari allo 0,80%. Dal minimo di martedì in area 50.819, il recupero raggiunge circa 1.567 punti, poco più del 3%. FTSEMIB — ultima chiusura

Il future FTSEMIB ha registrato un regolamento indicativo a 52.543, mentre il massimo settimanale del contratto è segnalato in area 52.615. Il confronto richiede cautela perché oggi avviene il passaggio fra settembre e dicembre: la differenza nominale fra le due scadenze non rappresenta una variazione dell’indice. FTSEMIB future

Alle 7:00 il FIB non è ancora aperto. Non viene quindi attribuito alla nuova seduta un prezzo derivato o non verificabile.

Sul grafico breve il prezzo si mantiene sopra la media visibile a 51.799, con velocità ancora positiva. Il T-1 partito dal minimo del 15 settembre non mostra una chiusura confermata; contemporaneamente, l’estensione superiore a 1.500 punti indica che il movimento ha già sviluppato una parte significativa della propria escursione.

La fascia 52.235–52.385, già attraversata giovedì, diventa il primo riferimento per misurare la continuità del recupero. Più in alto, 52.543–52.615 contiene i riferimenti del future e del massimo settimanale. Nella parte inferiore, 52.000–51.800 rappresenta la prima area di verifica della struttura crescente.

Il segnale effettivamente acquisito è la ripartenza del T-1 e, con probabilità crescente, del T+1. Non è invece ancora confermato il cambiamento di direzione del T+2.

EURO STOXX 50

Il future EURO STOXX 50 ha terminato giovedì a 6.308, in rialzo dello 0,72%, secondo l’ultima rilevazione Eurex delle 22:04. Il dato appartiene al contratto front e alla seduta conclusa, non alla preapertura di oggi. EURO STOXX 50 future — Eurex

Rispetto ai 6.256 osservati mercoledì mattina, il recupero è di 52 punti, pari allo 0,83%. Il prezzo ha riconquistato quota 6.290, ma ha terminato ancora 6 punti sotto 6.314, 19 punti sotto 6.327 e 30 punti sotto 6.338.

La ripartenza del ciclo breve è riconoscibile, ma lo STOXX non ha ancora oltrepassato l’intera fascia che separa una reazione interna da una struttura crescente più completa. 6.290–6.308 è l’area immediata consolidata giovedì; 6.314–6.338 rimane la verifica superiore. Sotto 6.290 tornerebbe centrale la fascia 6.245–6.260.

Il T-1 è in sviluppo positivo e il T+1 mostra una probabile ripartenza dal minimo settimanale. La conferma superiore richiede ancora continuità oltre 6.314–6.338 e non può essere ricavata dal solo effetto delle scadenze.

Bund

Il Bund dicembre ha chiuso giovedì a 120,77, in rialzo dello 0,44%. Rispetto ai 120,41 osservati nella preapertura precedente, il recupero è di 0,36 punti, circa lo 0,30%.

Il prezzo ha raggiunto e marginalmente superato il precedente riferimento a 120,75. È il primo cambiamento concreto rispetto alla fase di stabilizzazione compresa fra 120,15 e 120,40.

Il miglioramento è sostenuto dalla discesa del petrolio e dall’arretramento dei rendimenti a lunga scadenza. La struttura superiore resta tuttavia debole: un singolo superamento non è sufficiente a certificare la ripartenza del T+1 senza una successiva sequenza di minimi crescenti.

120,75–120,80 è la nuova area di verifica; sopra questa fascia il prezzo uscirebbe con maggiore chiarezza dalla base recente. Nella parte inferiore, 120,40 è il primo riferimento recuperato, seguito da 120,15–120,00.

Il segnale effettivamente acquisito è il superamento del precedente massimo della stabilizzazione. La ripartenza del ciclo superiore rimane preliminare.

Euro

EUR/USD era indicato intorno a 1,1478–1,1480 nelle prime ore della mattina, con mercato spot aperto. Rispetto agli 1,1456 osservati giovedì mattina, il recupero è di circa 22–24 pip, pari allo 0,19–0,21%.

Il cambio rimane però molto distante dai livelli precedenti alla Fed. Il riferimento BCE di giovedì è stato fissato a 1,1481, circa lo 0,5% sotto quello del giorno precedente. Cambio di riferimento BCE

La reazione mattutina non ha ancora recuperato quota 1,1500 né il vecchio minimo a 1,1523. 1,1470–1,1481 è la prima area di equilibrio; sopra rimangono 1,1500–1,1523 e 1,1534–1,1550. Nella parte inferiore, 1,1450–1,1456 conserva il ruolo di minimo recente.

Il prezzo spot continua a mostrare una struttura debole sul T+1. La stabilizzazione sopra 1,1450 è osservabile, ma non è ancora accompagnata dal recupero dei primi massimi decrescenti. La decisione della Bank of Japan ha inoltre indebolito lo yen, senza produrre una riduzione significativa della forza relativa del dollaro contro l’euro.

Cosa può cambiare il quadro oggi

  • La seduta è caratterizzata dalle scadenze trimestrali di futures e opzioni. Il rollover fra settembre e dicembre può aumentare volumi e volatilità e rende indispensabile confrontare prezzi appartenenti alla stessa scadenza.
  • Alle 10:00 italiane la BCE pubblicherà i dati sulla bilancia dei pagamenti dell’Eurozona relativi a luglio. Il saldo delle partite correnti può incidere sulla lettura dei flussi verso l’euro, ma difficilmente sostituirà il differenziale monetario come fattore principale. Calendario BCE
  • Alle 15:15 sarà pubblicata la produzione industriale statunitense. Dopo il rialzo della Fed, una lettura forte rafforzerebbe la percezione di un’economia ancora in grado di assorbire tassi più elevati.
  • La lettura preliminare della fiducia Michigan è già uscita la settimana scorsa a 47,8, con aspettative d’inflazione a un anno salite al 4,6%. Non è quindi prevista oggi una nuova rilevazione preliminare dello stesso indicatore. Fiducia dei consumatori statunitensi
  • La conferenza stampa del governatore della Bank of Japan e le indicazioni sui prossimi rialzi possono continuare a influenzare yen, rendimenti e propensione al rischio.
  • Petrolio, Hormuz e Mar Rosso restano catalizzatori continui. Il calo verso 104 dollari riduce la pressione immediata, ma il quadro energetico rimane fragile e ancora fortemente dipendente dai flussi fisici sauditi.

Conclusione

La settimana si chiude con un miglioramento reale del ciclo breve. Il FTSEMIB ha recuperato oltre 1.500 punti dal minimo di martedì, lo STOXX ha riconquistato 6.290 e il Bund ha raggiunto 120,75. Questi movimenti rendono probabile la partenza di un nuovo T+1 dai minimi del 15 settembre.

La ripartenza non coincide però ancora con un’inversione del quadro superiore. Il T+2 conserva una struttura fragile, lo STOXX deve superare stabilmente 6.314–6.338, il Bund deve consolidare oltre 120,75 e l’euro rimane sotto 1,1500–1,1523.

Il punto centrale dell’apertura sarà la tenuta del recupero durante le scadenze trimestrali. Sul FIB manca alle 7:00 una quotazione ufficiale della nuova seduta; sullo STOXX il riferimento certo rimane la chiusura di giovedì a 6.308. Volumi elevati e rollover possono accentuare i movimenti, ma la conferma ciclica richiederà una struttura coerente anche dopo la conclusione delle scadenze.

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