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Mercoledì 9 settembre 2026 — Briefing di preapertura

Petrolio verso 100 dollari: l’azionario europeo torna sotto pressione

Wall Street arretra, il FIB perde quota 52.000 e lo STOXX apre una nuova verifica dei minimi, mentre euro e Bund risentono dell’attesa per la BCE.

Mercoledì 9 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati intorno alle ore 7:00 italiane

La nuova accelerazione del petrolio peggiora la fotografia intermarket. Il Brent è salito per la quarta seduta consecutiva fino a circa 99,4–99,7 dollari, mentre il WTI ha raggiunto 94,3–94,6 dollari. Attacchi contro infrastrutture saudite, missili iraniani contro obiettivi statunitensi e tensioni nello Stretto di Hormuz riportano il mercato vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari. Petrolio e tensioni in Medio Oriente

Wall Street ha reagito negativamente: Dow Jones -1,18% a 52.786,07, S&P 500 -0,58% a 7.673,52 e Nasdaq -0,32% a 26.421,41. Il rendimento del Treasury decennale è risalito intorno al 4,80%, mentre il mercato attribuisce circa il 60% di probabilità a un rialzo della Federal Reserve nella riunione della prossima settimana. Chiusura di Wall Street

L’Asia presenta una tenuta selettiva della tecnologia: Nikkei circa +0,6%, Kospi intorno a +1,6% e Taiwan +0,6%. Il quadro generale rimane però prudente. I futures statunitensi recuperano marginalmente e quelli europei indicano una partenza debole, con il future EURO STOXX 50 nuovamente sotto quota 6.400. Quadro globale del 9 settembre

Quadro tecnico e ciclico generale

Non sono disponibili nuovi grafici serali validati della seduta di martedì. L’ultima fotografia completa degli indicatori rimane quindi quella a 60 minuti di venerdì 4 settembre. I prezzi successivi permettono di aggiornare la struttura, ma non consentono di attribuire nuovi valori a Leo IA, CCI, DMI, stocastico, MACD, Donchian e media a pallini.

Il quadro di prezzo è peggiorato soprattutto sul FTSEMIB. Il FIB ha perso il recupero costruito lunedì ed è tornato sotto quota 52.000, negando il primo superamento di 52.280. Lo STOXX cash ha resistito meglio durante la seduta, ma il future notturno è tornato in area 6.382–6.384, sotto i riferimenti necessari per confermare il T+1.

Il T-1 partito dai minimi del 1°–2 settembre rimane riconoscibile, ma la sua capacità di estendersi al Tracy e al T+1 viene nuovamente messa alla prova. FTSEMIB e STOXX non hanno ancora costruito una sequenza stabile di massimi e minimi crescenti; la partenza del T+2 continua quindi a essere soltanto un’ipotesi.

Il Bund rimane debole, ma il passaggio dal contratto settembre al dicembre rende indispensabile distinguere gli strumenti. L’euro, favorito dalla debolezza generale del dollaro, è invece tornato a verificare 1,1631: è il mercato più vicino a una conferma del T+1, ma il segnale non è ancora consolidato.

I quattro mercati in sintesi

FTSEMIB/FIB

Il FIB settembre ha chiuso martedì a 51.990, in calo di 286 punti, pari allo 0,55%, rispetto al precedente regolamento a 52.276. La seduta era iniziata a 52.210. Alle 7:00 il contratto non è ancora in negoziazione ufficiale: l’asta parte alle 7:30 e la fase continua alle 8:00. Borsa Italiana – future FTSEMIB

Rispetto alla chiusura di lunedì a 52.315, la perdita effettiva dell’ultimo prezzo è di 325 punti, circa lo 0,62%. Il mercato ha quindi perso nuovamente 52.280, la media a pallini di venerdì a 52.416 e infine quota 52.000.

La fotografia di venerdì mostrava Leo IA a -1,73, CCI a -62,60 e DMI negativo prevalente per 21,60 contro 17,86. Il ribasso di martedì è coerente con la mancata conferma del T+1 già evidenziata da quegli indicatori.

Il T-1 non è necessariamente invalidato, ma la sua spinta è stata fortemente ridimensionata. 51.990–51.860 rappresenta la fascia immediata da verificare; sotto rimane il minimo strutturale a 51.685. Nella parte superiore, il recupero di 52.150–52.280 attenuerebbe la pressione, mentre solo oltre 52.416 la struttura tornerebbe a mostrare un miglioramento più ampio.

EURO STOXX 50

L’EURO STOXX 50 cash ha chiuso martedì a 6.413,17, in rialzo di 9,18 punti, pari allo 0,14%. La chiusura cash ha quindi mostrato una tenuta migliore rispetto al FTSEMIB. EURO STOXX 50 – ultima chiusura

Intorno alle 7:00 il future settembre era indicato a circa 6.382–6.384, dato derivato e potenzialmente ritardato, dopo un’apertura intorno a 6.383. Rispetto alla chiusura cash, lo scostamento è di circa 29–31 punti, pari allo 0,45–0,48%, ma il confronto resta indicativo perché riguarda future e indice. EURO STOXX 50 future

La discesa notturna riporta il future sotto 6.400, sotto il riferimento grafico a 6.415 e sotto la media di venerdì a 6.425. Il miglioramento della seduta cash non è quindi confermato dalla preapertura.

La fascia 6.378–6.388 è il primo punto di verifica. Più sotto rimangono 6.351–6.345, area dalla quale era partita la precedente reazione. Nella parte superiore, il recupero di 6.400–6.415 ridurrebbe la pressione, mentre 6.425–6.434 resta la zona necessaria per completare la conferma del T+1.

Bund

Il contratto settembre del Bund, ormai prossimo alla scadenza, riportava martedì un riferimento intorno a 122,87. Il contratto dicembre, che sta diventando il nuovo riferimento principale, si collocava invece vicino a 122,01. Il differenziale fra i due contratti impedisce di confrontare direttamente il nuovo continuo con il grafico di venerdì a 123,06. Eurex – Euro-Bund future

Nelle prime ore di mercoledì il continuo già riferito prevalentemente al dicembre era indicato intorno a 121,8–122,0, dato ritardato. Il valore non rappresenta una perdita di oltre un punto rispetto al grafico di venerdì: una parte rilevante della differenza deriva dal passaggio di contratto.

Al netto del rollover, il Bund conserva comunque una struttura debole. Il petrolio vicino a 100 dollari, il Treasury decennale intorno al 4,80% e l’attesa di un rialzo BCE limitano la domanda obbligazionaria. I vecchi livelli del contratto settembre — 122,56–122,74 e 123,18–123,19 — non possono essere trasferiti automaticamente sul dicembre e dovranno essere ricalibrati con il nuovo grafico.

Il dato analitico confermato è pertanto la prosecuzione della debolezza del T+1; non è invece disponibile un confronto numerico omogeneo sul prezzo a causa del rollover.

Euro

EUR/USD era scambiato intorno a 1,1630–1,1631 alle 7:00, mercato spot aperto, con intervallo giornaliero indicativo 1,1623–1,1633. Rispetto alla precedente chiusura spot a 1,1623, il rialzo è di circa 0,0007–0,0008, pari allo 0,06–0,07%. EUR/USD aggiornato

Il cambio ha raggiunto il primo riferimento superiore del grafico di venerdì a 1,16310. Rimane invece sotto la fascia strutturale successiva a 1,16620. La debolezza del dollaro, con il relativo indice sceso verso 98,15, favorisce il recupero dell’euro nonostante il rialzo del petrolio. Dollaro ed euro

Nell’ultima fotografia grafica Leo IA era a -0,36, CCI a -14,68 e il DMI risultava quasi equilibrato, 21,37 contro 21,40. Il raggiungimento di 1,1631 rappresenta una verifica positiva del prezzo, ma non ancora una conferma in chiusura del T+1.

Nella parte inferiore rimangono importanti 1,1605 e 1,1577–1,1568. Sopra 1,1631, la fascia 1,1662 costituisce il successivo riferimento per una ripartenza più ampia.

Cosa può cambiare il quadro oggi

  • Il calendario macroeconomico statunitense non presenta pubblicazioni di primo piano. Dopo la riapertura di Wall Street, petrolio e rendimenti resteranno quindi i principali fattori direzionali.
  • Oggi comincia la riunione del Consiglio direttivo della BCE. La decisione sarà comunicata giovedì: il mercato considera ormai incorporato un rialzo di 25 punti base, con attenzione concentrata sulle indicazioni relative ai mesi successivi. Calendario della BCE
  • Giovedì alle 14:30 italiane saranno pubblicati i prezzi alla produzione statunitensi. Il consenso indica un aumento mensile intorno allo 0,4% e una componente core vicina allo 0,3%.
  • Venerdì alle 14:30 arriverà il CPI statunitense. Il dato generale è atteso in accelerazione, mentre la componente core dovrebbe aumentare dello 0,2% mensile. Sarà il passaggio decisivo per la riunione della Federal Reserve del 15–16 settembre.
  • Restano centrali gli sviluppi militari nel Golfo. Il superamento dei 100 dollari da parte del Brent avrebbe un forte valore psicologico e potrebbe amplificare contemporaneamente la pressione su azioni, obbligazioni e aspettative d’inflazione.

Conclusione

La fotografia di preapertura è più debole rispetto a martedì. Il FIB ha perso nuovamente quota 52.000, mentre lo STOXX, dopo una buona tenuta del mercato cash, torna sotto 6.400 nei primi scambi del future. La ripartenza del T-1 non è ancora completamente negata, ma non è riuscita a trasformarsi in una conferma stabile del T+1.

Il Bund rimane il mercato strutturalmente più fragile, sebbene il rollover imponga di sospendere i confronti diretti fra i livelli del contratto settembre e quelli del dicembre. L’euro è invece il mercato relativamente più forte e sta verificando 1,1631, ma deve ancora consolidare il superamento del livello.

Il punto centrale dell’apertura sarà la tenuta di 51.860–51.685 sul FIB e di 6.378–6.345 sullo STOXX. Il petrolio vicino a 100 dollari rappresenta il principale elemento di pressione; la capacità dell’azionario di difendere i minimi recenti determinerà se il movimento resta una verifica del Tracy appena partito oppure torna a coinvolgere direttamente la chiusura del T+2.

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