Lunedì 7 settembre 2026 — Briefing di preapertura
Petrolio e tassi frenano la ripartenza europea
Il forte dato sul lavoro americano e la nuova escalation nel Golfo riportano l’inflazione al centro della seduta; STOXX, Bund ed euro arretrano leggermente rispetto alle chiusure di venerdì.
Lunedì 7 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati intorno alle ore 7:00 italiane
L’Europa si prepara a un’apertura lievemente negativa, divisa fra il recupero dei titoli tecnologici asiatici e il nuovo aumento del petrolio. I futures su EURO STOXX 50, DAX e FTSE britannico cedevano circa lo 0,1%, mentre negli Stati Uniti Wall Street resterà chiusa per la festività del Labor Day. Anche i futures americani erano poco mossi e con volumi ridotti. Quadro globale del 7 settembre
Venerdì Wall Street aveva chiuso in ribasso dopo un rapporto sull’occupazione molto superiore alle attese: Dow Jones -0,51% a 53.413,60, S&P 500 -0,38% a 7.718,41 e Nasdaq -0,29% a 26.506,99. Ad agosto sono stati creati 162.000 posti di lavoro, quasi il triplo dei 56.000 previsti, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%. La probabilità implicita di un rialzo della Federal Reserve a settembre è risalita verso il 57–58%. Wall Street e rapporto sul lavoro
In Asia prevalgono gli acquisti sulla tecnologia: Nikkei +2,2%, Kospi +3,1% e azioni cinesi +0,2%. L’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone guadagnava circa l’1,1%. La forza tecnologica non cancella però il rischio energetico: il Brent è salito intorno a 96,9–97 dollari, circa +0,7%, dopo nuovi attacchi statunitensi e iraniani contro navi e petroliere nel Golfo.
Quadro tecnico e ciclico generale
I grafici a 60 minuti di venerdì mostrano una ripartenza dei cicli brevi dai minimi del 1°–2 settembre, ma FTSEMIB, STOXX e Bund hanno chiuso ancora sotto le rispettive medie a pallini. L’euro è arrivato più vicino a completare la rotazione, senza però superare la fascia superiore necessaria per confermare il T+1.
La lettura più corretta è quindi una ripartenza del T-1 e una probabile riattivazione del Tracy, mentre il T+1 rimane in fase di conferma. Il quadro T+2 conservato dall’analisi settimanale resta compatibile con la costruzione di un minimo ciclico importante, ma la partenza del mensile non può ancora essere dichiarata soltanto sulla base del recupero di tre sedute.
Gli indicatori si sono mossi nella direzione attesa: Leo IA e CCI sono risaliti nettamente dagli estremi negativi. Tuttavia Leo IA rimane sotto zero sui quattro strumenti e il DMI negativo conserva ancora un vantaggio su FTSEMIB, STOXX e Bund. Il miglioramento esiste, ma la catena delle conferme non è completa.
La preapertura riduce inoltre parte del progresso di venerdì. STOXX, Bund ed euro tornano verso i primi sostegni, mentre sul FIB non è disponibile alle 7:00 una quotazione ufficiale della nuova seduta. Petrolio vicino a 97 dollari, rendimenti elevati e attesa per la BCE mantengono quindi fragile la ripartenza europea.
I quattro mercati in sintesi
FTSEMIB/FIB
Il grafico del FIB ha chiuso venerdì a 52.220. Il dato ufficiale di Borsa Italiana indica un ultimo prezzo del contratto settembre a 52.245, in calo dello 0,11% rispetto al precedente regolamento a 52.302. La differenza di 25 punti rispetto al grafico deriva dalle modalità e dagli orari di rilevazione. Borsa Italiana – future FTSEMIB
Alle 7:00 il mercato ufficiale del FIB non è ancora aperto e non è disponibile una quotazione di preapertura sufficientemente affidabile e comparabile. Il FTSEMIB cash aveva chiuso venerdì a 52.100,43, in calo dello 0,28%.
Sul grafico ciclico il prezzo ha reagito dal minimo di 51.685, ma si è fermato sotto il riferimento intermedio a 52.280 e sotto la media a pallini a 52.416. Leo IA è risalito a -1,73, il CCI a -62,60, mentre il DMI negativo rimane prevalente per 21,60 contro 17,86.
Il T-1 risulta ripartito, ma la chiusura sotto 52.280–52.416 impedisce di estendere automaticamente la conferma al T+1. La fascia inferiore resta compresa fra 52.000 e 51.860, con il minimo strutturale a 51.685; sopra, 52.280–52.416 costituisce il primo vero banco di prova.
EURO STOXX 50
Il future EURO STOXX 50 aveva chiuso sul grafico di venerdì a 6.405, dopo la reazione dal minimo di 6.345.
Intorno alle 7:00 il contratto settembre era quotato fra 6.394 e 6.395, dato Eurex, circa 10–11 punti sotto la chiusura grafica, pari a una flessione dello 0,16–0,17%. Il prezzo è quindi tornato sotto il riferimento a 6.415 e rimane sotto la media a pallini a 6.425. Eurex – future EURO STOXX 50
Venerdì Leo IA era risalito a -1,83 e il CCI a -71,75, ma il DMI negativo conservava il vantaggio per 21,56 contro 17,63. Anche in questo caso la ripartenza breve è visibile, mentre la conferma del T+1 richiede il superamento stabile di 6.415–6.425 e successivamente di 6.434.
La fascia 6.394–6.405 rappresenta l’equilibrio immediato della preapertura. Più sotto rimangono 6.351–6.345, area dalla quale è partita la reazione della scorsa settimana.
Bund
Il Bund ha chiuso venerdì a 123,06, dopo essere risalito dal minimo di 122,56. Sul grafico, il primo riferimento superiore si trova a 123,18–123,19, mentre la fascia più alta della struttura passa da 124,06.
Intorno alle 7:00 il contratto era indicato in area 122,99, circa 0,07 punti sotto la chiusura di venerdì, pari a una flessione vicina allo 0,06%. Il dato è ritardato e non modifica ancora gli indicatori della chiusura.
Leo IA è risalito da valori estremi fino a -2,21 e il CCI a -57,88. Il DMI negativo rimane però prevalente per 23,59 contro 19,77. La risalita descrive quindi la partenza del ciclo breve, ma il mancato recupero di 123,18–123,19 lascia il T+1 ancora incompleto.
L’aumento del petrolio e l’attesa di una BCE più restrittiva mantengono pressione sul mercato obbligazionario. 122,74 è il primo sostegno intermedio e 122,56 resta il minimo strutturale della gamba recente.
Euro
Il future Euro FX ha chiuso venerdì a 1,16220. Il prezzo si trovava sopra il sostegno intermedio a 1,16050, ma ancora sotto 1,16310 e sotto il limite superiore della struttura a 1,16620.
Nella preapertura EUR/USD spot oscillava fra 1,1608 e 1,1618. Rispetto al future di venerdì, il divario numerico è compreso fra -0,0004 e -0,0014, circa -0,03/-0,12%, ma il confronto rimane indicativo perché riguarda spot e future. EUR/USD e quadro valutario
Il grafico di venerdì mostrava Leo IA a -0,36, CCI a -14,68 e DMI praticamente equilibrato, 21,37 contro 21,40. È la configurazione più avanzata fra i quattro mercati, ma il mancato superamento di 1,1631–1,1662 non consente ancora di considerare pienamente confermato il T+1.
La preapertura riporta il cambio vicino a 1,1605, primo sostegno della struttura. La zona superiore fra 1,1631 e 1,1662 rimane invece l’area necessaria per trasformare la stabilizzazione in una ripartenza più ampia.
Cosa può cambiare il quadro oggi
- Alle 8:00 italiane è attesa la produzione industriale tedesca di luglio. Dopo l’aumento del 2,5% degli ordini, il dato permetterà di verificare se il miglioramento sta raggiungendo anche la produzione effettiva.
- Alle 10:30 sarà pubblicato l’indice Sentix sulla fiducia degli investitori dell’Eurozona. Ad agosto l’indicatore era tornato positivo a +0,9 punti.
- Alle 11:00 Eurostat diffonderà la lettura completa del PIL e dell’occupazione dell’Eurozona nel secondo trimestre. Calendario Eurostat
- Negli Stati Uniti i mercati azionari e obbligazionari resteranno chiusi per il Labor Day. La liquidità internazionale sarà quindi inferiore e i movimenti europei potrebbero risultare meno rappresentativi.
- Giovedì è attesa la decisione della BCE. Il mercato considera molto probabile un aumento di 25 punti base; l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle indicazioni sugli eventuali interventi successivi. Attese sulla BCE
- Venerdì arriverà l’inflazione statunitense di agosto. Il consenso prevede un aumento dello 0,2% mensile della componente core, con rischio di una lettura allo 0,3%. Dopo il forte rapporto sul lavoro, sarà questo il dato decisivo per la riunione della Federal Reserve.
- Restano centrali gli sviluppi nello Stretto di Hormuz. Il Brent vicino a 97 dollari e l’aumento dei prezzi del diesel rappresentano un rischio diretto per inflazione, rendimenti e margini delle imprese europee. Petrolio e tensioni nel Golfo
Conclusione
La settimana comincia con una divergenza evidente: tecnologia asiatica molto forte, ma futures europei leggermente negativi; dollaro stabile, ma petrolio e rendimenti ancora elevati. Il forte dato sul lavoro americano sostiene la crescita, ma contemporaneamente aumenta la probabilità di nuovi rialzi dei tassi.
Ciclicamente, FTSEMIB, STOXX, Bund ed euro hanno costruito una ripartenza dai minimi del 1°–2 settembre, almeno sul T-1. La conferma del Tracy è probabile, mentre il T+1 resta ancora da completare perché venerdì FTSEMIB, STOXX e Bund hanno chiuso sotto le rispettive medie a pallini.
Il punto centrale dell’apertura sarà verificare la tenuta dei primi sostegni — 52.000–51.860 sul FIB, 6.394–6.351 sullo STOXX, 122,74 sul Bund e 1,1605 sull’euro — e l’eventuale recupero delle fasce superiori. Il tempo e la reazione dei prezzi sono compatibili con un minimo ciclico importante; le conferme dei gradi superiori restano ancora parziali.