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Lunedì 31 agosto 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati intorno alle ore 7:00 italiane

Petrolio e tassi frenano la ripartenza europea

La nuova tensione nel Golfo e il messaggio restrittivo della Federal Reserve riportano pressione sui futures europei, sul Bund e sull’euro.

Lunedì 31 agosto 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati intorno alle ore 7:00 italiane

La settimana comincia con un deterioramento del quadro internazionale. Le nuove azioni militari fra Stati Uniti e Iran hanno riportato il Brent sopra 90 dollari, in rialzo di circa il 2,8%, mentre aumentano nuovamente i rischi sulla navigazione nello Stretto di Hormuz. I futures europei e statunitensi arretrano fra lo 0,4% e lo 0,6%, incorporando contemporaneamente petrolio più caro, rendimenti elevati e maggiore rischio geopolitico. Reuters – quadro globale del 31 agosto

In Asia l’indice MSCI della regione escluso il Giappone perdeva circa lo 0,8%, il Nikkei l’1,4% e il Kospi quasi il 2%. I futures statunitensi indicavano Dow Jones -0,35%, S&P 500 -0,46% e Nasdaq 100 -0,62%. Il movimento contrasta con il recupero europeo di venerdì e rende più difficile la conferma dei minimi ciclici costruiti alla fine della scorsa settimana.

La seconda pressione arriva dalla Federal Reserve. Nel discorso di Jackson Hole, Kevin Warsh ha ribadito che, senza un rallentamento convincente dell’inflazione verso il 2%, la banca centrale avrà ancora lavoro da fare. La probabilità implicita di un rialzo dei tassi a settembre è salita dal 35% al 57%; il Treasury biennale ha raggiunto il 4,33% e il decennale ha terminato la settimana intorno al 4,73%. Reuters – dollaro e aspettative sui tassi

Quadro tecnico e ciclico generale

Il quadro superiore dell’azionario europeo resta costruttivo sull’Intermedio, ma il breve periodo è ancora in una fase delicata.

La lettura principale individua la conclusione del precedente Intermedio nell’area del 23–24 luglio, dopo uno sviluppo formato da tre mensili. Da quel minimo sarebbe iniziato un nuovo Intermedio, attualmente nel proprio primo T+2. Questa struttura è coerente con il recupero delle medie principali e con la successiva costruzione di massimi superiori.

Sul FTSEMIB, tuttavia, le velocità di T-3, T-1 e T+1 mostrano per ora soprattutto la partenza di una struttura settimanale. Il minimo recente rimane candidato anche alla conclusione del T+2, perché il mensile precedente era entrato nella propria finestra matura, ma il mercato non ha ancora prodotto una spinta sufficiente per considerare confermata la nuova fase mensile.

Lo STOXX conserva una struttura superiore simile e venerdì ha mostrato una tenuta relativa migliore. Il Bund continua invece a ritestare i minimi, mentre l’euro ha esteso la correzione fino alla fascia decisiva del proprio T+2. La relazione fra i mercati è quindi meno favorevole rispetto a venerdì: azionario in arretramento, obbligazionario debole, dollaro forte e petrolio in rialzo.

Gli indicatori dei grafici si riferiscono alla chiusura precedente. Il ribasso già incorporato nella preapertura modifica la posizione del prezzo rispetto ai livelli, ma non aggiorna automaticamente velocità cicliche, Leo IA, CCI, stocastico, Donchian o media a pallini.

I quattro mercati in sintesi

FTSEMIB/FIB

L’indice FTSEMIB cash ha chiuso venerdì a 52.616,12 punti, in rialzo di 351 punti, pari allo 0,67%. Il mercato cash è ancora chiuso alle 7:00.

Il recupero di venerdì è coerente con la partenza di un nuovo T-1 dal minimo precedente. Sul T+1, tuttavia, la spinta delle velocità non appare ancora sufficiente per certificare anche la partenza del nuovo T+2. Il dato osservabile è quindi una ripartenza del breve periodo; l’estensione al mensile rimane ancora un’ipotesi.

Alle 7:00 il future FIB era indicato intorno a 52.677,5 punti, dato di provider terzo, dopo un’apertura notturna a 52.488,5 e un’escursione fra 52.488,5 e 52.915. Rispetto alla chiusura cash lo scostamento è di +61,4 punti, circa +0,12%, ma il confronto è soltanto indicativo perché riguarda future e indice cash. FTSEMIB future

Il FIB ha quindi recuperato parte della caduta iniziale, ma resta sotto il massimo notturno di 52.915. La fascia 52.600–52.625, persa e poi recuperata venerdì, torna a essere il primo punto di verifica. Più in alto rimangono importanti 52.795–52.915 e successivamente 53.200–53.260. Sotto 52.488–52.500, il mercato tornerebbe invece nella zona del minimo ciclico precedente.

EURO STOXX 50

Il future EURO STOXX 50 settembre ha chiuso venerdì a 6.502 punti, in rialzo dell’1,06%, dopo essersi mosso fra 6.442 e 6.510. Il recupero ha riportato il prezzo sopra 6.481 e 6.500, fornendo una prima conferma al T-1 partito dai minimi. Storico EURO STOXX 50 future

Intorno alle 7:00 il future era indicato fra 6.472 e 6.479, dato derivato in tempo reale. Rispetto ai 6.502 di venerdì, il calo è di 23–30 punti, pari a circa -0,35/-0,46%. L’apertura notturna era in area 6.468, con massimo provvisorio a 6.479. EURO STOXX 50 future

Il mercato ha quindi perso nuovamente quota 6.500 e sta verificando 6.469–6.481, fascia già centrale durante tutta la settimana precedente. Il T-1 rimane formalmente ripartito, ma la sua forza viene subito messa alla prova. La conservazione di 6.442–6.450 manterrebbe intatta la costruzione del minimo; la perdita di quell’area riaprirebbe invece la fase correttiva.

Bund

Il Bund settembre aveva regolato venerdì a 123,66. Alle 4:43 italiane, la quotazione ritardata era 123,51, in calo di 0,15 punti, pari allo 0,12%, con prima escursione compresa fra 123,51 e 123,60. Bund future – dato ritardato

Il Bund sta quindi ritestando e marginalmente violando la precedente fascia 123,60–123,69. Il movimento è coerente con rendimenti ancora elevati e aspettative più restrittive sulla Fed.

Ciclicamente la costruzione di un minimo rimane possibile, ma non è ancora confermata. Le velocità brevi devono mostrare una vera rotazione e il prezzo deve rientrare almeno sopra 123,66–123,70. Nella parte superiore restano importanti 123,92–124,00 e successivamente 124,19. Per ora il movimento già prezzato è un nuovo test dei minimi, non una ripartenza completata.

Euro

EUR/USD era indicato intorno a 1,1590 alle 7:00, con intervallo notturno 1,1578–1,1595. Il cambio spot è aperto; il dato è indicativo e non va confuso con il future Euro FX. EUR/USD aggiornato

La BCE aveva fissato venerdì il cambio di riferimento a 1,1643. Rispetto a tale valore, il movimento notturno è di circa -0,0053, pari allo 0,46%. Il cambio ha quindi perso 1,1636 e ha raggiunto direttamente la fascia T+2 1,1592–1,1568. Cambio di riferimento BCE

Questo è il cambiamento tecnico più importante della mattinata. La correzione non riguarda più soltanto il T-1: il prezzo è entrato nell’area che deve sostenere la struttura superiore. Il minimo notturno a 1,1578 ha già testato la parte centrale della fascia.

Un recupero di 1,1592–1,1600 segnalerebbe una prima stabilizzazione; sopra rimangono 1,1636 e 1,1650. Finché il cambio resta sotto questi riferimenti, il dollaro conserva il controllo del movimento breve.

Cosa può cambiare il quadro oggi

  • Nel corso della mattinata saranno pubblicate le stime preliminari dell’inflazione dei singoli Länder tedeschi.
  • Alle 14:00 italiane è attesa la stima preliminare dell’inflazione tedesca di agosto. A luglio il CPI era salito al 2,8% annuo, con una nuova accelerazione della componente energetica. Un dato elevato aumenterebbe la pressione sul Bund e sulle aspettative riguardanti la BCE.
  • Negli Stati Uniti non sono previsti dati macroeconomici di primo piano. L’attenzione si sposterà già verso ISM, occupazione e inflazione in arrivo nel resto della settimana.
  • Il Brent rimane il catalizzatore immediato. Intorno alle 7:00 era indicato a circa 90,5 dollari, in rialzo del 2,7–2,8%. Un’estensione del rialzo riporterebbe direttamente al centro del mercato il rischio di una nuova accelerazione inflazionistica.
  • Prosegue l’incontro dei ministri finanziari e dei banchieri centrali del G20 negli Stati Uniti. Petrolio, debito pubblico, rendimenti e coordinamento valutario sono i temi principali.
  • La Borsa di Londra è chiusa per festività. La minore liquidità britannica può amplificare i movimenti dei futures europei senza rappresentare necessariamente una conferma strutturale.

Conclusione

Il quadro europeo parte in equilibrio precario. FTSEMIB e STOXX hanno costruito venerdì una ripartenza del breve periodo, ma la preapertura ne riduce immediatamente la forza. Sul piano ciclico il minimo recente può ancora coincidere con la conclusione del T+2, ma le velocità hanno confermato soprattutto la partenza del settimanale: la conferma del mensile richiede ancora prezzo e indicatori più convincenti.

Il Bund ritesta i minimi e non beneficia dell’avversione al rischio, perché il petrolio e il messaggio restrittivo della Fed mantengono elevata la pressione sui rendimenti. L’euro è arrivato nella fascia decisiva del T+2, dopo aver perso 1,1636.

Il punto centrale dell’apertura sarà verificare se FTSEMIB e STOXX riusciranno a conservare rispettivamente 52.600–52.625 e 6.442–6.450. La ripartenza breve è già visibile nei grafici; la partenza dei cicli superiori resta invece uno scenario ancora in attesa di conferma.

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