Giovedì 10 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati fra le 6:15 e le 7:00 italiane
Petrolio sopra 100 dollari e BCE: l’Europa verifica i minimi
L’azionario tenta una stabilizzazione dopo la brusca discesa di mercoledì, mentre rendimenti elevati e tensioni nel Golfo mantengono debole il quadro intermarket.
Giovedì 10 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati fra le 6:15 e le 7:00 italiane
I mercati europei arrivano alla riunione della BCE dopo una seduta nettamente negativa. L’EURO STOXX 50 cash ha chiuso mercoledì a 6.311,56 punti, in calo dell’1,58%, mentre il FIB settembre ha terminato le contrattazioni a 51.840, sotto il primo sostegno ciclico individuato nei grafici di venerdì.
Anche Wall Street ha risentito del rialzo dell’energia e dei rendimenti: Dow Jones -0,77% a 52.381,02, S&P 500 -0,48% a 7.636,46 e Nasdaq -0,64% a 26.253,34. Il rendimento del Treasury decennale è salito verso il 4,84%, sui livelli più elevati dal 2023. Wall Street e rendimenti
In Asia l’indice MSCI della regione escluso il Giappone perdeva circa l’1%, con Nikkei e Kospi in flessione superiore all’1%. I futures statunitensi risultavano invece poco mossi. Il tema dominante resta il petrolio: intorno alle 7:00 il Brent era a 101,10 dollari, appena sotto la precedente chiusura, mentre il WTI saliva dello 0,2% a 96,24 dollari. Gli attacchi alle navi nel Golfo e la riduzione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a sostenere il premio geopolitico. Mercati asiatici, petrolio e Stretto di Hormuz
Quadro tecnico e ciclico generale
L’ultima fotografia completa degli indicatori rimane quella dei grafici a 60 minuti di venerdì 4 settembre. Da allora i prezzi hanno invalidato buona parte della ripartenza costruita dai minimi del 1°–2 settembre: FTSEMIB e STOXX sono scesi sotto i sostegni del ciclo breve, mentre il Bund ha proseguito la sequenza ribassista.
Il T-1 che aveva alimentato il recupero della scorsa settimana risulta quindi esaurito o fortemente compromesso sull’azionario. Il Tracy non è riuscito a trasformarsi in una struttura crescente e il T+1 conserva una direzione discendente. Il quadro T+2 rimane temporalmente maturo, ma il mercato non ha ancora prodotto il minimo crescente e il recupero delle medie necessari per confermarne la ripartenza.
La relazione intermarket resta sfavorevole: azionario europeo sui minimi, Bund debole, rendimenti in aumento e petrolio sopra 100 dollari. L’euro rappresenta l’unica area di relativa stabilità, sostenuto dalle attese di rialzo della BCE e da un dollaro che non beneficia pienamente dell’aumento dei rendimenti.
Leo IA, CCI, DMI, stocastico, MACD, Donchian e media a pallini riportati nei grafici appartengono alla chiusura di venerdì. Le variazioni successive aggiornano la struttura del prezzo, ma non consentono di attribuire automaticamente nuovi valori agli indicatori.
I quattro mercati in sintesi
FTSEMIB/FIB
Il FIB settembre ha chiuso mercoledì a 51.840, in calo di 385 punti, pari allo 0,74%, rispetto al precedente regolamento a 52.225. Rispetto all’ultimo prezzo di martedì a 51.990, la perdita è di 150 punti, circa lo 0,29%. Alle 7:00 il contratto italiano non è ancora aperto: l’asta inizia alle 7:30 e la negoziazione continua alle 8:00. Borsa Italiana – future FTSEMIB
La chiusura ha perso quota 52.000 e il riferimento grafico a 51.860. Il prezzo si trova ora soltanto 155 punti sopra il minimo strutturale di venerdì a 51.685, pari a circa lo 0,30%.
Nell’ultima fotografia disponibile, il FIB aveva chiuso a 52.220 con Leo IA a -1,73, CCI a -62,60 e DMI negativo ancora prevalente. Il successivo ribasso conferma che la rotazione non era riuscita a estendersi al T+1.
La fascia 51.685–51.860 è quindi il punto centrale della nuova verifica. Nella parte superiore, 52.000 costituisce il primo riferimento, seguito da 52.280–52.416. Finché il prezzo rimane sotto quest’ultima area, la struttura a 60 minuti conserva massimi e minimi discendenti.
EURO STOXX 50
L’EURO STOXX 50 cash ha chiuso mercoledì a 6.311,56 punti, con una perdita di 101,61 punti, pari all’1,58%. Il minimo intraday è stato registrato in area 6.275–6.276, nettamente sotto la base della precedente ripartenza. Chiusura EURO STOXX 50
Alle 6:15 italiane il future settembre era indicato a 6.317, quotazione ritardata, in rialzo di 10 punti rispetto al regolamento di mercoledì a 6.307. L’intervallo iniziale era compreso fra 6.303 e 6.318. Il lieve recupero dello 0,16% rappresenta una stabilizzazione dopo la caduta precedente, non il recupero del movimento perso. EURO STOXX 50 future
Rispetto ai 6.405 del grafico di venerdì, il future si trova 88 punti più in basso, circa l’1,37%. Sono stati violati sia il riferimento a 6.351 sia la Donchian inferiore a 6.345: il minimo che aveva sostenuto la ripartenza del T-1 è dunque invalidato dal prezzo.
6.303–6.318 è la prima fascia sotto esame. Un recupero di 6.345–6.351 attenuerebbe la pressione immediata; 6.400–6.425 rimane invece l’area necessaria per ricostruire una struttura crescente sul T+1.
Bund
Il Bund continua a risentire dell’aumento dell’inflazione attesa e dei rendimenti internazionali. Il contratto dicembre, ormai riferimento principale dopo il rollover, era indicato intorno a 121,24 nelle prime ore della mattina, in calo di circa 0,10 punti, pari allo 0,08%. La quotazione è derivata e può essere ritardata. Euro-Bund future
Il dato non è direttamente confrontabile con il grafico di venerdì, costruito sul contratto settembre e chiuso a 123,06. Il differenziale fra le scadenze rende scorretto trasferire sul dicembre i vecchi livelli 122,56–122,74 e 123,18–123,19.
Al netto del rollover, il segnale strutturale rimane chiaro: il Bund non ha formato una sequenza di minimi crescenti e continua a muoversi sotto pressione. Il T+1 resta discendente e non è disponibile una conferma di ripartenza del ciclo superiore. Il nuovo grafico sul contratto dicembre sarà necessario per ricalibrare Donchian, media ciclica e livelli comparabili.
Euro
EUR/USD era scambiato intorno a 1,1636 poco prima delle 7:00, con mercato spot aperto e quotazione in tempo reale. Il cambio guadagnava circa 0,0006, pari allo 0,05%, rispetto alla precedente chiusura a 1,1630; l’intervallo notturno era compreso fra 1,1629 e 1,1641. EUR/USD aggiornato
Rispetto agli 1,16220 del future Euro FX nel grafico di venerdì, lo spot si trova numericamente circa 0,0014 più in alto, pari allo 0,12%. Il confronto è indicativo perché riguarda spot e future, ma evidenzia una tenuta relativa migliore rispetto agli altri mercati.
Il cambio ha superato il primo riferimento grafico a 1,1631 e sta verificando l’area 1,1641–1,1662. Il prezzo rimane sopra 1,1605 e lontano dalla fascia inferiore 1,1577–1,1568. La struttura breve è quindi più costruttiva, ma la decisione BCE può produrre un movimento significativo senza aggiornare automaticamente gli indicatori di venerdì.
Cosa può cambiare il quadro oggi
- Alle 8:00 italiane sarà pubblicata la lettura definitiva dell’inflazione tedesca di agosto. Il dato armonizzato è atteso al 2,9% annuo, dopo il 2,8% di luglio.
- Alle 10:00 arriverà la produzione industriale italiana di luglio, attesa in recupero dello 0,3% mensile dopo il calo dell’1% precedente.
- Alle 14:15 la BCE comunicherà la decisione di politica monetaria. Il mercato attende un aumento di 25 punti base, con il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%. Il rialzo è ampiamente incorporato: indicazioni sulle prossime riunioni e nuove proiezioni economiche saranno più importanti della decisione in sé. Decisioni di politica monetaria BCE
- Alle 14:30 saranno pubblicati i prezzi alla produzione statunitensi di agosto. Il consenso indica circa +0,4% mensile per l’indice generale e +0,3% per la componente core, insieme alle richieste settimanali di sussidio attese intorno a 205.000. Calendario PPI statunitense
- Alle 14:45 inizierà la conferenza stampa della presidente BCE Christine Lagarde. Il confronto fra inflazione energetica, crescita debole e necessità di ulteriori rialzi sarà determinante soprattutto per Bund ed euro.
- Petrolio, rendimenti e sicurezza della navigazione nel Golfo rimangono catalizzatori continui. Con Brent sopra 100 dollari e Treasury decennale vicino al 4,84%, anche una decisione BCE conforme alle attese potrebbe non essere sufficiente a ridurre immediatamente la pressione sui mercati europei.
Conclusione
La preapertura mostra un primo tentativo di stabilizzazione dopo la brusca discesa di mercoledì, ma il deterioramento tecnico è ormai evidente. Il FIB è entrato nella fascia 51.860–51.685 e lo STOXX ha già violato il minimo a 6.345 che sosteneva la precedente ripartenza. Sul piano ciclico, T-1 e Tracy non hanno prodotto l’estensione necessaria per confermare il T+1; la conclusione del T+2 rimane ancora da dimostrare.
Il Bund conserva la struttura più debole, pur con la necessaria cautela dovuta al cambio di contratto. L’euro rimane il mercato relativamente più resistente, sopra 1,1631 e in attesa della verifica decisiva fra 1,1641 e 1,1662.
Il punto centrale della giornata sarà la risposta congiunta di azionario, Bund ed euro alla BCE e ai prezzi alla produzione statunitensi. Il movimento già prezzato è una nuova gamba ribassista dell’azionario europeo; ciò che manca è un segnale effettivo di esaurimento, riconoscibile soltanto attraverso la tenuta dei nuovi minimi e il recupero dei primi livelli perduti.