FTSEMIB – Il nuovo T+1 prende forma: ora il mercato entra nel primo vero test ciclico — 12 ottobre 2026
Il FTSEMIB apre la nuova settimana con una struttura ciclica decisamente più interessante rispetto a quella osservata nei giorni precedenti.
Dopo la violenta discesa della prima parte di ottobre e soprattutto dopo il minimo costruito nella seduta dell’8 ottobre, il mercato ha iniziato una fase di recupero che sta progressivamente modificando la configurazione dei cicli inferiori.
La lettura che stiamo seguendo rimane quella della partenza di un nuovo T+1, vale a dire del nuovo ciclo quindicinale. Il movimento rialzista sviluppatosi dai minimi è coerente con questa interpretazione, ma siamo arrivati adesso a un passaggio particolarmente importante: il primo T-1 del nuovo T+1 sta entrando nella sua fase più matura.
Ed è proprio il comportamento del mercato durante questa fase, e soprattutto durante la successiva correzione, che potrà fornire informazioni molto più importanti della semplice salita delle quotazioni.
Perché il prossimo T-1 è così importante
Quando parte un nuovo ciclo superiore, il primo movimento rialzista è soltanto la prima parte del processo.
Il mercato deve successivamente dimostrare che quella partenza è strutturalmente valida.
Nel nostro caso il nuovo T+1 sembra essersi avviato dal minimo costruito nella seconda parte della scorsa settimana. Al suo interno si sta sviluppando il primo T-1, il ciclo di circa quattro giorni che utilizziamo per leggere la struttura interna del quindicinale.
Questo primo T-1 ha già percorso una parte importante della propria fase rialzista.
Il punto fondamentale è quindi capire come terminerà.
Una cosa è infatti osservare un rimbalzo violento dopo una forte discesa. Un’altra è vedere il mercato completare il primo ciclo interno, correggere e successivamente costruire un minimo superiore al precedente.
È proprio quest’ultima configurazione che inizierebbe a dare consistenza alla nuova struttura ciclica.
T-3, T-1 e T+1 non si trovano nella stessa fase
Questo è probabilmente l’aspetto più importante dell’analisi attuale.
Il T+1 appare ancora relativamente giovane, mentre i cicli inferiori hanno già percorso una parte maggiore del proprio sviluppo.
Il T-3, in particolare, mostra una maturità decisamente superiore rispetto al ciclo quindicinale.
Non c’è alcuna contraddizione.
È esattamente ciò che deve accadere all’interno di una struttura ciclica: i cicli brevi completano più oscillazioni mentre il ciclo superiore continua lentamente a svilupparsi.
Per questo motivo una prossima correzione del mercato non rappresenterebbe automaticamente la negazione della partenza del T+1.
Potrebbe semplicemente essere la normale fase necessaria alla chiusura del primo T-1.
Ed è qui che bisogna evitare uno degli errori più comuni nella lettura ciclica: confondere la correzione di un sottociclo con l’inversione del ciclo superiore.
Prima dovremo individuare il massimo del T-1
Prima della correzione, tuttavia, il mercato deve costruire un massimo sufficientemente riconoscibile.
Gli indicatori sui cicli brevi stanno entrando in una fase più avanzata, ma questo da solo non permette ancora di affermare che il massimo sia stato raggiunto.
Nel Metodo Leonardo la priorità rimane sempre la struttura del prezzo.
Un oscillatore elevato, un MACD Ciclico arrivato in zona alta oppure un CCI in area di maturità possono segnalare che il movimento sta diventando maturo, ma non sostituiscono la lettura dei massimi e dei minimi del sottociclo.
Finché il T-3 continua a costruire una sequenza coerente di minimi e massimi crescenti, la fase positiva rimane formalmente aperta.
Sarà la successiva modifica di questa struttura a indicarci che il mercato sta realmente entrando nella fase correttiva del T-1.
Area 50.000 torna ad avere un significato tecnico
Sul prezzo si sta intanto ricostruendo una prima fascia tecnica intorno ai 50.000 punti.
Non interessa tanto il singolo punto quanto la capacità del mercato di stabilizzarsi nuovamente sopra questa zona.
Un consolidamento superiore permetterebbe al movimento ciclico iniziato dai minimi di svilupparsi ulteriormente.
Più in alto, area 50.350 rappresenta un altro passaggio tecnico significativo, mentre il riferimento realmente importante della struttura precedente continua a trovarsi in area 51.205.
Quest’ultimo livello ha un significato diverso.
La sua eventuale riconquista non sarebbe semplicemente un’estensione del rimbalzo, ma rappresenterebbe un passaggio strutturale molto più consistente nella ricostruzione del quadro rialzista.
Fino ad allora è corretto distinguere fra partenza probabile del nuovo T+1 e conferma completa della nuova struttura.
Ma il vero segnale arriverà dalla prossima discesa
Può sembrare paradossale, ma probabilmente sarà la prossima fase ribassista a dirci più cose dell’attuale rialzo.
Se siamo realmente all’interno di un nuovo T+1, il primo T-1 dovrà prima o poi terminare.
Quando inizierà la sua chiusura, osserveremo attentamente dove il mercato sarà in grado di costruire il nuovo minimo.
Il riferimento principale rimane naturalmente il minimo da cui è partita l’attuale struttura.
Se la correzione riuscirà a mantenersi nettamente sopra quel punto, avremo una prima importante indicazione di forza: il nuovo ciclo superiore starebbe costruendo il proprio primo minimo interno crescente.
Una configurazione del genere sarebbe perfettamente coerente con un T+1 positivo nelle sue fasi iniziali.
Diverso sarebbe invece il quadro se la prossima fase discendente tornasse ad aggredire immediatamente i minimi precedenti.
In quel caso la lettura dovrebbe necessariamente essere nuovamente sottoposta a verifica.
Il mercato deve adesso dimostrare che non si è trattato soltanto di un rimbalzo
Questa è quindi la domanda centrale delle prossime sedute.
Il movimento partito dai minimi è soltanto una reazione tecnica dopo la forte pressione ribassista oppure costituisce realmente il primo segmento di un nuovo T+1?
Al momento la struttura favorisce la seconda interpretazione.
Ma l’analisi ciclica non può limitarsi a stabilire il punto di partenza di un ciclo: deve seguirne successivamente lo sviluppo interno.
Il primo T-1 diventa perciò il nostro primo vero banco di prova.
La sequenza da osservare sarà:
partenza del T+1 → sviluppo del primo T-1 → formazione del suo massimo → correzione → costruzione del nuovo minimo.
Sarà soprattutto l’ultima parte della sequenza a permetterci di misurare la qualità del ciclo appena iniziato.
Gli indicatori confermano un quadro a velocità differenti
Anche gli indicatori raccontano una storia coerente con questa lettura.
I parametri appartenenti ai cicli più brevi sono già entrati in una fase di maturazione maggiore, mentre sul ciclo superiore rimane ancora spazio temporale per uno sviluppo più ampio.
È importante sottolineare questo punto perché un eventuale deterioramento degli indicatori brevi non sarebbe sufficiente, da solo, per decretare la fine del T+1.
Indicherebbe inizialmente soltanto la possibile preparazione della fase discendente del T-1.
Per parlare di deterioramento del ciclo superiore servirebbe invece una modifica ben più profonda della struttura.
È il motivo per cui continuiamo a lavorare sulla relazione tra ciclo superiore e ciclo di due gradi inferiori: il primo stabilisce il contesto, il secondo consente di capire quando la struttura interna sta realmente cambiando.
Cosa osservare nelle prossime sedute
Il quadro è quindi entrato in una fase molto più interessante.
Da una parte abbiamo un T+1 che sembra aver costruito la propria partenza.
Dall’altra abbiamo il suo primo T-1 che comincia progressivamente ad avvicinarsi alla fase in cui dovrà costruire il massimo e successivamente correggere.
Il mercato potrebbe ancora estendere il recupero prima di iniziare questa fase.
Per questo non è il momento di anticipare conclusioni sulla semplice posizione degli oscillatori.
La priorità rimane seguire la sequenza dei massimi e dei minimi, verificando quando il T-3 smetterà di sostenere il rialzo e inizierà realmente la fase di chiusura del T-1.
Conclusione
La struttura del FTSEMIB rimane al momento compatibile con un nuovo T+1 partito dai minimi della scorsa settimana.
Il primo T-1 contenuto al suo interno sta però avanzando nella propria maturità e nelle prossime sedute potremmo entrare nella fase più significativa di questa prima parte del nuovo ciclo.
Non sarà necessariamente il massimo raggiunto dal mercato a fornirci l’informazione più importante.
Sarà soprattutto il minimo che verrà costruito durante la successiva correzione.
Se il mercato riuscirà a mantenere una struttura crescente, il nuovo T+1 guadagnerà una conferma importante. Se invece la pressione ribassista dovesse tornare rapidamente sui minimi di partenza, sarà necessario riconsiderare l’intera costruzione ciclica.
Per questo motivo le prossime sedute rappresentano un passaggio particolarmente interessante: il mercato non deve più soltanto mostrare di saper rimbalzare. Deve dimostrare di essere capace di costruire una nuova struttura ciclica.
Questo, secondo me, è molto più adatto alla parte non abbonati: dà parecchio materiale da leggere, spiega perché seguiamo T-3/T-1/T+1 e lascia al lettore qualcosa da verificare nell’aggiornamento successivo, senza consegnargli la parte operativa riservata.
