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FTSEMIB: il mercato entra in una fase decisiva del nuovo ciclo — 13 ottobre 2026

Dopo il recupero dai minimi della scorsa settimana, i cicli brevi stanno tornando verso una possibile area di ripartenza

Il FTSEMIB entra in una delle fasi più interessanti dell’attuale struttura ciclica.

Dopo la forte debolezza osservata all’inizio di ottobre e il successivo recupero partito dai minimi della scorsa settimana, il mercato sta nuovamente rallentando. A prima vista potrebbe sembrare semplicemente l’ennesimo tentativo di rialzo destinato ad esaurirsi.

La lettura ciclica, tuttavia, suggerisce di osservare il movimento da una prospettiva differente.

La correzione delle ultime ore potrebbe infatti rappresentare la fase conclusiva del primo ciclo breve sviluppatosi all’interno della nuova struttura quindicinale.

Ed è proprio ciò che accadrà dopo questo minimo a poterci fornire indicazioni molto più importanti sulla direzione del mercato nelle prossime sedute.

Dai minimi dell’8 ottobre qualcosa è cambiato

Il movimento partito dai minimi dell’8 ottobre ha mostrato caratteristiche differenti rispetto ai precedenti semplici rimbalzi avvenuti durante la discesa.

I cicli inferiori hanno iniziato a girare progressivamente al rialzo e il prezzo è riuscito a costruire una sequenza di recupero sufficientemente articolata da rendere plausibile l’avvio di un nuovo ciclo di grado superiore.

Nel nostro modello questo ciclo viene identificato come T+1, una struttura che normalmente si sviluppa nell’arco di circa dieci-dodici sedute e che al proprio interno è composta da oscillazioni inferiori.

Il mercato non sale naturalmente in linea retta.

Anche all’interno di una struttura rialzista devono completarsi cicli più piccoli, ognuno caratterizzato dalla propria fase positiva e dalla successiva correzione.

Ed è esattamente ciò che potrebbe stare accadendo adesso.

Il primo T-1 potrebbe essere vicino alla conclusione

All’interno del T+1 osserviamo il T-1, il tradizionale ciclo di circa quattro giorni.

La spinta sviluppata dai minimi della scorsa settimana ha progressivamente esaurito la propria fase positiva e nelle ultime sedute gli indicatori hanno iniziato a perdere forza.

La discesa attuale è quindi coerente con la parte conclusiva di questo primo T-1.

Questo elemento è importante perché permette di distinguere due scenari molto differenti.

Nel primo, il recupero della scorsa settimana sarebbe stato soltanto un rimbalzo temporaneo all’interno di una struttura ancora completamente ribassista.

Nel secondo, che al momento rimane la lettura che stiamo seguendo, il recupero rappresenterebbe invece l’inizio di una struttura ciclica nuova e la debolezza attuale sarebbe semplicemente la prima correzione significativa al suo interno.

Le prossime sedute dovranno aiutarci a separare definitivamente queste due possibilità.

Perché osserviamo prima il T-3

Per individuare la conclusione del T-1 non è sufficiente osservare il prezzo o attendere che un oscillatore raggiunga una zona estrema.

Il mercato è composto da strutture inserite una dentro l’altra.

Per questo motivo analizziamo anche il T-3, ciclo inferiore che ci permette di osservare con maggiore precisione la costruzione dei massimi e dei minimi.

Ed è proprio il T-3 che in questo momento appare più vicino alla conclusione della propria fase negativa.

Gli indicatori ciclici sono scesi in profondità e la pressione ribassista ha raggiunto una fase avanzata. Questo crea le condizioni affinché possa formarsi un minimo, ma non costituisce ancora la prova che il minimo sia stato realmente realizzato.

La differenza è sostanziale.

Un oscillatore può rimanere molto tempo in una zona estrema. La struttura del prezzo, invece, deve necessariamente modificarsi prima che una nuova fase possa essere considerata iniziata.

Il prossimo passaggio sarà quindi molto importante

Quello che interessa osservare non è semplicemente un rimbalzo di qualche centinaio di punti.

Dopo la formazione di un minimo vogliamo vedere il mercato recuperare un precedente massimo del sottociclo e, soprattutto, vogliamo verificare cosa accadrà durante la correzione successiva.

Se quella correzione riuscirà a mantenersi sopra il minimo precedente, avremo la prima vera modifica della struttura.

Massimi e minimi smetterebbero infatti di deteriorarsi e inizierebbero progressivamente a disporsi in maniera crescente.

È normalmente in questa fase che anche gli indicatori ciclici acquistano maggiore significato: non anticipano più semplicemente una possibile svolta, ma iniziano a confermare qualcosa che il prezzo ha già cominciato a costruire.

Le zone che stanno delimitando il movimento

Nel brevissimo periodo il mercato sta lavorando nella fascia dei 49.700–49.800 punti.

L’area compresa approssimativamente tra 49.685 e 49.715 coincide con la zona nella quale si stanno formando gli ultimi minimi della struttura breve.

Nella parte superiore, il ritorno verso 49.900–50.000 punti rappresenterebbe invece il primo recupero significativo da osservare.

Un’estensione successiva sopra la fascia 50.010–50.065 renderebbe la struttura di recupero progressivamente più interessante.

Non sono livelli da interpretare isolatamente.

Sono soprattutto punti attraverso i quali possiamo verificare se la sequenza dei cicli inferiori sta realmente cambiando.

Il significato per il T+1

Ed è qui che l’analisi del breve periodo torna a collegarsi al quadro più importante.

Se il T-3 completerà il proprio minimo e trascinerà successivamente anche il T-1 in una nuova fase positiva, avremo una conferma importante dell’ipotesi secondo la quale dai minimi della scorsa settimana sia effettivamente partito un nuovo T+1.

A quel punto la struttura quindicinale entrerebbe nella sua seconda oscillazione interna.

La qualità di quella ripartenza diventerebbe molto importante.

Un movimento capace di superare i massimi della prima oscillazione rafforzerebbe il nuovo ciclo e renderebbe meno probabile che il recupero della scorsa settimana sia stato soltanto un movimento tecnico.

Una ripartenza debole, incapace di produrre nuovi massimi e rapidamente riassorbita, riporterebbe invece l’attenzione sul quadro ribassista precedente.

Una fase da leggere, non da anticipare

Questa è una delle situazioni nelle quali l’analisi ciclica mostra maggiormente la propria utilità.

Il mercato sta scendendo, ma questo non significa automaticamente che la tendenza ribassista debba continuare. Allo stesso modo, indicatori molto scarichi non significano automaticamente che un minimo sia già stato realizzato.

Occorre osservare come il prezzo costruirà la prossima oscillazione.

Al momento il quadro indica un T-3 molto maturo e un T-1 entrato nella propria fase conclusiva. Questo colloca il mercato in una finestra temporale nella quale la probabilità di una ripartenza sta aumentando.

La conferma, però, dovrà arrivare dalla sequenza dei prezzi.

Conclusione

Il FTSEMIB si trova quindi in un passaggio molto più importante di quanto possa apparire osservando semplicemente la variazione giornaliera.

La correzione in corso potrebbe completare il primo T-1 del nuovo T+1, mentre il ciclo T-3 sta già mostrando una maturità compatibile con la formazione del proprio minimo.

Le prossime oscillazioni ci diranno se il mercato riuscirà a trasformare questa condizione in una vera ripartenza.

Se il T-3 costruirà un minimo stabile e inizierà a produrre una sequenza crescente di massimi e minimi, avremo il primo tassello necessario per confermare anche la ripartenza del T-1.

Ed è da quella struttura, più che dal singolo movimento della prossima seduta, che arriveranno le indicazioni più importanti sulla reale consistenza del nuovo ciclo quindicinale.

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