Analisi Tecno Ciclica FTSEMIB – 2ª/ 9 Settembre
Codice: T+1-T+2-090926-PM-PUB
T+1 e T+2 in area di possibile minimo: divergenze presenti, conferma ancora assente
Introduzione tecnica
Il mercato entra in una fase ciclica delicata. T+1 e T+2 mostrano condizioni compatibili con la costruzione di un minimo importante, soprattutto per la presenza di divergenze tra prezzo e indicatori, ma la struttura non dispone ancora della conferma necessaria per dichiarare conclusa la fase ribassista.
La distinzione fondamentale rimane quindi tra minimo candidato e ripartenza confermata.
Stato ciclico attuale
Sul T+2 a 3 ore il quadro rimane tecnicamente debole.
Il prezzo si colloca intorno a 51.515, sotto la media rossa in area 52.624 e ancora sotto la parte centrale della struttura.
Prima di parlare di un miglioramento reale, il mercato deve recuperare con stabilità almeno 52.200–52.300.
Un ritorno sopra 52.620 circa cambierebbe invece in maniera più significativa la qualità della struttura del T+2.
Finché questi recuperi non avvengono, il movimento rialzista rimane un tentativo.
T+1 e divergenze
Sul T+1 a 60 minuti il prezzo sta producendo un nuovo affondo, ma gli oscillatori non stanno replicando il deterioramento con la stessa intensità.
La configurazione mostra quindi una potenziale divergenza rialzista.
Il comportamento è ancora più evidente sul 3 ore: prezzo in deterioramento, ma CCI, Leo Chart e velocità non accompagnano il nuovo minimo in maniera proporzionale.
Questa condizione aumenta la probabilità che il mercato stia avvicinandosi a una fase terminale.
Non è però ancora sufficiente per dichiarare formato il minimo.
La classificazione rimane:
divergenze → presenti
minimo terminale → candidato
ripartenza → non confermata
Cicli di ordine superiore
Un ulteriore elemento riguarda la centratura del T+1.
La nuova lettura non richiede di spostare automaticamente l’origine del ciclo sul minimo più basso appena formato.
La priorità rimane verificare la coerenza della sequenza dei T-1 già sviluppati.
La domanda non è quindi semplicemente se il minimo corretto sia quello del 1° settembre oppure quello del 9 settembre, ma se la struttura costruita dai T-1 rimanga compatibile con la centratura precedente o richieda una vera risincronizzazione.
Entrambe le letture restano al momento aperte.
Per C55 e Intermedio non emergono da questo aggiornamento nuovi elementi sufficienti per modificare le precedenti centrature.
Domanda tecnica
La domanda ora è capire se le divergenze presenti riusciranno a trasformarsi in una vera inversione delle velocità accompagnata dal recupero del prezzo, oppure se rimarranno soltanto una condizione di scarico all’interno di una struttura ancora debole.
La risposta dovrà arrivare contemporaneamente da prezzo e indicatori.
Prospettiva ciclica
L’area 51.435–51.500 rappresenta il primo riferimento fondamentale.
Una sua tenuta, seguita dal recupero di 52.000–52.300, costituirebbe il primo passo verso una costruzione più credibile del minimo.
Il passaggio successivo sarebbe il recupero della media del T+2 in area 52.620 circa.
La sequenza costruttiva da osservare è quindi:
51.435–51.500 tiene → 52.000–52.300 → 52.620 → accelerazione delle velocità.
Al contrario, una perdita netta di 51.435 accompagnata da rimbalzi incapaci di recuperare 52.200–52.600 indebolirebbe sensibilmente la lettura delle divergenze come segnale terminale.
Il ruolo del DMI
Il DMI deve essere interpretato con cautela.
Le sue componenti non rappresentano direttamente compratori e venditori, ma derivano dal movimento direzionale di massimi e minimi in rapporto alla volatilità.
Per questo motivo l’asimmetria tra le due linee non deve essere letta automaticamente come anomalia dei flussi.
Resta però interessante osservare che, nonostante il forte affondo del prezzo, il deterioramento direzionale non appare proporzionalmente altrettanto netto.
Roll futures e lettura degli indicatori
In questa fase va inoltre considerato il possibile effetto del passaggio tra le scadenze futures.
L’avvicinamento alla scadenza di settembre può iniziare a produrre fenomeni di rollaggio.
Se il grafico utilizzato è una serie continua, il raccordo tra settembre e dicembre può introdurre discontinuità nei massimi e nei minimi.
Questo può influenzare indicatori sensibili alla struttura del prezzo, come DMI, ATR, MACD e velocità.
Per questo motivo la lettura del contratto continuo andrebbe sempre confrontata con quella dei singoli contratti quando compaiono anomalie evidenti.
Conclusione tecnica
Il mercato si trova in una zona compatibile con la formazione di un minimo significativo, ma non dispone ancora della conferma necessaria.
La fotografia rimane:
T+1/T+2 → in possibile area terminale
divergenze → presenti
prezzo → ancora debole
velocità → non ancora invertite in modo completo
51.435–51.500 → area decisiva
52.200–52.300 → primo recupero necessario
52.620 → livello che cambierebbe realmente qualità al T+2
La lettura rimane quindi costruttiva sul potenziale minimo, ma prudente sulla sua effettiva conferma.

