Analisi Tecno Ciclica AZIONI 1ª – Febbraio
Titolo: Azioni – Unicredit ed Enel: trend di fondo ancora long, operatività solo sui livelli
Stato ciclico attuale
Il mercato azionario, negli ultimi anni, è diventato abbastanza noioso. Visto che comunque bisogna stare davanti ai monitor, ha senso aprire una rubrica dedicata alle singole azioni, andando dritti al punto senza romanzi.
Oggi uno sguardo a UniCredit e Enel.
Lettura ciclica e interpretazione tecnica
Unicredit (UCG)
Che sia un continuo salire, ormai da anni, mi sembra evidente. Il trend di medio è ancora long, nonostante svariati indicatori in zona massimi da circa tre mesi. Questo, da solo, non è un segnale di inversione.
Quello che cambierebbe davvero lo status sul medio è solo una cosa:
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rottura della media di riferimento e prosecuzione della discesa sotto 71,166.
Tutto il resto è contorno:
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discesette,
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qualche stop preso,
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e poi via di nuovo.
Se scendiamo di grado e guardiamo il T+1, c’è un po’ più di spazio teorico per chiudere il ciclo, ma anche qui non vedo vere alternative:
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finché non andiamo almeno sotto 73,032, il quadro non cambia.
Viene spontaneo chiedersi: “ma allora si va sempre long?”
La risposta, per me, è sì: finché non rompono determinati livelli, è molto meglio prendere ripartenze che incastrarsi in short o long sbagliati che tagliano le gambe e non portano da nessuna parte.
Enel
Anche qui, sul medio, continuano a salire. Il cambio di trend strutturale si collocherebbe intorno a 9,105.
La differenza rispetto a Unicredit è che Enel è più malleabile, meno “schiacciasassi”.
Se prendo il T+1 come riferimento operativo:
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sotto 9,328 → uno short ci può stare,
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con stop stretto sopra il massimo.
Qui la gestione è più tattica, meno da “trend infinito”.
Prospettiva tecnica
In sintesi:
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UCG → titolo da seguire in trend, short solo su rotture vere, non su stanchezza degli indicatori;
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ENEL → titolo più lavorabile sul ciclo, con spazio per short tattici ben protetti.
Conclusione tecnica
Su Unicredit il messaggio è semplice: trend long finché non rompono livelli chiave, inutile combatterlo.
Su Enel c’è più elasticità: sul T+1 uno short sotto 9,328 ha senso, ma sempre con stop disciplinato.
Nei prossimi giorni darò uno sguardo anche a Intesa, Generali, STM e Terna, mantenendo lo stesso approccio: pochi livelli, poca filosofia, molta disciplina.



