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Analisi Medie di Lungo periodo 3 Agosto 2025

📉 FTSE MIB – Quando si Dice “Balordi”

Basta guardare il grafico delle medie per rendersi conto di quanto l’idea di una discesa graduale tra 2024 e 2025 sarebbe stata non solo logica, ma anche tecnicamente perfetta. Una flessione controllata, nel corso di alcuni mesi, in direzione della media mobile verde: quello, per me, era il target naturale per chiudere un ciclo biennale iniziato nel 2022, a sua volta parte di un quattro anni avviato nel 2020.

Invece, alla luce delle ultime dinamiche, inizia a sembrare poco credibile che il minimo di quel ciclo quadriennale sia stato già toccato, per giunta sulla media mobile rossa, e che da lì possa partire una nuova struttura da quattro anni.

Ha poco senso, sia dal punto di vista tecnico che macro: un minimo così poco profondo, così rapido, che dovrebbe ora proiettare il mercato fino a quota 60.000… è una narrativa che fatico a digerire.

Se qualcuno vuole far credere che, con il contesto globale e domestico attuale, l’indice italiano possa realisticamente avviarsi verso quei livelli, allora sì: è davvero la volta buona che vado in pensione.

Per come la vedo io, sotto la superficie c’è ancora brace che cova. E sono abbastanza convinto che, prima o poi, qualcosa di tosto lo vedremo.

📈 STOXX – Chiusura del Ciclo 2 e 4 Anni: Missione Compiuta, Ma…

Sul STOXX possiamo dire che la chiusura del ciclo biennale e quadriennale sia avvenuta, anche se non esattamente nel modo che avevo immaginato. Tuttavia, il movimento si è comunque sviluppato in maniera coerente: la media mobile blu è stata raggiunta, e anche il test della trendline tracciata dai minimi ha avuto luogo.

Da qui, sebbene ritenga che la salita del nuovo ciclo quadriennale sia destinata a esaurirsi abbastanza presto, non avrei nulla da eccepire nel caso in cui il movimento dovesse proseguire senza strappi violenti o eccessi evidenti.

Per ora, il comportamento rimane ordinato, e questo è un aspetto che va tenuto in considerazione nel giudizio ciclico complessivo.

📉 S&P 500 – Il Miglior Candidato per la Chiusura del Ciclo Quadriennale?

Tra tutti i grafici osservati finora, quello che più si avvicina alla chiusura “tecnica” di un ciclo quadriennale sembra proprio essere lo S&P 500.

Il movimento ribassista recente, pur non eccessivo, è stato coerente, con una discesa accettabile sia per estensione che per struttura, che ha condotto l’indice a poggiare sulla trendline tracciata dai minimi.

A rafforzare questa lettura, anche il fatto che il prezzo si sia fermato in prossimità della media mobile blu, che in ottica ciclica rappresenta un riferimento molto significativo.

In sintesi, se si cerca un modello pulito per una chiusura quadriennale, al momento l’S&P 500 è il candidato più credibile

Conclusioni – Un Quadro che (Quasi) Torna

Guardando i tre principali indici analizzati attraverso le medie di lungo periodo, lo S&P 500 e, in parte, anche lo STOXX, risultano coerenti con la chiusura del ciclo quadriennale. La struttura vista finora lascia spazio a una fase rialzista contenuta per lo STOXX, mentre lo S&P 500 mostra un’impostazione più regolare, in linea con una ripartenza ordinata.

L’elemento fuori contesto rimane il nostro indice italiano. Il FTSE MIB appare eccessivamente gonfiato, con movimenti che non trovano riscontro ciclico né macro, e con una dinamica che lascia aperti molti interrogativi. A oggi, non è chiaro quali siano gli scopi dietro questa anomalia, ma è difficile pensare che possa reggere a lungo senza conseguenze.

In particolare, desta attenzione il comparto bancario, con titoli come Unicredit, che cerca di presentarsi come se fosse tornata ai livelli pre-2007, quando quotava 60,00. In realtà, tenendo conto degli accorpamenti effettuati negli anni, il suo valore attuale corrisponde a malapena a un ventesimo di quello reale pre-crisi.

Prima o poi, anche il nostro indice pagherà dazio. E quando succederà, sarà importante aver mantenuto la lettura lucida.

 

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