Blog Post

FTSEMIB: ripartono i cicli brevi, ma il T+1 ha davvero terminato la discesa? — 16 ottobre 2026

Il FTSEMIB apre la seduta del 16 ottobre con un movimento che merita particolare attenzione. Dopo la pressione ribassista delle ultime giornate, il mercato sta mostrando una reazione evidente sui cicli di grado inferiore.

Questo, tuttavia, non risolve ancora la questione principale.

Il problema non è stabilire se il mercato stia rimbalzando: il recupero è visibile. La vera domanda è capire quale significato ciclico attribuire a questa ripartenza.

Siamo davanti alla nascita di una nuova fase rialzista del ciclo quindicinale oppure stiamo semplicemente osservando il normale recupero dei sottocicli interni prima della definitiva conclusione del T+1?

È questa la distinzione che nelle prossime ore può diventare determinante.

Il minimo di area 48.790 ha prodotto una reazione importante

La discesa precedente ha portato il future FTSEMIB fino alla zona di 48.790 punti.

Da quel minimo il mercato ha reagito con decisione.

Sul ciclo più breve il movimento è accompagnato da un netto miglioramento degli indicatori: il Leo Chart ha recuperato rapidamente, il CCI è risalito dalle precedenti condizioni di forte debolezza e il MACD Ciclico ha iniziato una nuova fase positiva.

Sono elementi coerenti fra loro e indicano che il ciclo giornaliero/T-3 è ripartito.

Anche passando al grado superiore, il T-1 mostra segnali analoghi. La pressione ribassista si è ridotta e gli indicatori stanno progressivamente recuperando.

Da un punto di vista ciclico, quindi, qualcosa è certamente cambiato.

Ma proprio qui nasce il problema.

Un ciclo breve può ripartire anche mentre quello superiore deve ancora chiudere

Uno degli errori più frequenti nell’analisi ciclica consiste nell’identificare automaticamente la ripartenza di un sottociclo con la conclusione del ciclo superiore.

Non è necessariamente così.

Un T-3 può ripartire all’interno di un T-1 ancora debole e un T-1 può a sua volta recuperare mentre il T+1 si trova ancora nella propria fase conclusiva.

Per questo motivo la struttura deve essere letta gerarchicamente.

Il T+1 definisce il contesto. I cicli inferiori indicano invece come il mercato sta costruendo quella struttura.

Nel caso attuale i cicli brevi stanno reagendo, ma il quadro del quindicinale non ha ancora prodotto una conferma sufficiente per considerare definitivamente conclusa la fase precedente.

Il vero problema è la forza della ripartenza

Quando termina realmente un ciclo superiore, la nuova fase positiva normalmente deve essere capace di modificare la struttura costruita durante la discesa.

Non basta quindi osservare gli oscillatori risalire.

Occorre verificare se il prezzo riesce a superare i massimi significativi precedenti e, soprattutto, se riesce a mantenersi sopra quei livelli durante il successivo ritracciamento.

È precisamente questo il passaggio che manca ancora.

La risalita iniziata da 48.790 è importante, ma continua a svilupparsi all’interno di una struttura superiore che non ha ancora completamente negato la sequenza ribassista precedente.

49.743: il primo vero banco di prova

Il livello che in questo momento assume particolare importanza è 49.743 punti.

Non va interpretato come un semplice numero da superare, ma come un riferimento strutturale.

Finché il mercato rimane sotto questa zona, resta possibile leggere il recupero attuale come una normale ripartenza dei cicli inferiori all’interno della fase conclusiva del T+1.

La situazione cambierebbe se il FTSEMIB riuscisse invece a portarsi stabilmente sopra 49.743 e, successivamente, a difendere quella conquista.

Ed è proprio il comportamento dopo l’eventuale rottura a essere importante.

Una breve escursione sopra il livello, immediatamente riassorbita, avrebbe un significato molto diverso rispetto a una rottura seguita da consolidamento e da un ritracciamento capace di costruire un minimo superiore.

Sopra 49.743 cambierebbe progressivamente la lettura

Una stabilizzazione sopra il primo livello critico costringerebbe a prendere maggiormente in considerazione l’ipotesi alternativa: il minimo di 48.790 potrebbe aver già concluso il T+1.

In quel caso diventerebbe importante osservare la fascia successiva compresa approssimativamente tra 49.860 e 50.065 punti.

Il recupero di questa zona renderebbe molto più difficile continuare a interpretare il movimento come semplice rimbalzo interno alla vecchia struttura.

Viceversa, un rallentamento sotto le resistenze, seguito dalla perdita progressiva della forza ciclica appena recuperata, manterrebbe aperto lo scenario di una fase conclusiva del quindicinale ancora da completare.

La struttura dei sottocicli ci darà la risposta

Nelle prossime ore non sarà quindi sufficiente osservare se il mercato sale o scende.

Occorrerà studiare come costruirà i prossimi massimi e minimi.

Se il T-3 e il T-1 continueranno a produrre massimi e minimi crescenti, superando progressivamente le resistenze strutturali, aumenterà la probabilità che il minimo principale sia già alle spalle.

Se invece la ripartenza attuale costruirà un massimo sotto i livelli critici e il successivo tentativo di recupero non riuscirà a superarlo, avremo una configurazione molto diversa.

In quel caso la forza mostrata stamattina potrebbe essere interpretata come una ripartenza interna necessaria al ciclo superiore prima della conclusione definitiva della propria fase discendente.

Ed è proprio questa sequenza che permetterà di distinguere un vero cambio di ciclo da un semplice recupero temporaneo.

Il quadro rimane quindi aperto

L’informazione certa, al momento, è che i cicli inferiori hanno reagito.

Quello che non è ancora possibile affermare con la stessa sicurezza è che il T+1 abbia completato la propria struttura.

La lettura principale rimane quindi prudente: il quindicinale potrebbe essere ancora aperto, mentre il mercato sta ricostruendo verso l’alto T-3 e T-1.

49.743 è il primo livello capace di mettere realmente in discussione questa interpretazione.

La reazione del mercato intorno a quella zona e, soprattutto, la struttura del ritracciamento successivo dovrebbero fornire informazioni molto più significative di una semplice accelerazione dei prezzi.

In questa fase, quindi, non è il singolo movimento a essere decisivo: è la sequenza con cui verranno costruiti i prossimi massimi e minimi.

Lascia un commento