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FTSEMIB: il primo T-1 del nuovo T+1 entra nella fase decisiva — 13 ottobre 2026

Il FTSEMIB entra in una fase particolarmente interessante dal punto di vista ciclico.

Dopo il forte movimento ribassista sviluppato nelle precedenti sedute e il successivo recupero partito dai minimi dell’8 ottobre, la struttura del mercato ha iniziato progressivamente a cambiare. Il recupero non sembra più appartenere semplicemente a una reazione di brevissimo periodo: la sequenza dei sottocicli suggerisce infatti che possa essere iniziato un nuovo T+1, il ciclo quindicinale che normalmente contiene al proprio interno più oscillazioni di grado inferiore.

La questione che il mercato deve risolvere adesso riguarda però il suo primo T-1.

La struttura sviluppata negli ultimi giorni sembra infatti essere arrivata in una fase sufficientemente avanzata da rendere probabile l’avvicinamento alla chiusura del ciclo a 4 giorni.

Dal minimo dell’8 ottobre cambia la struttura

Il minimo dell’8 ottobre ha rappresentato un punto importante nell’evoluzione del mercato.

Da quell’area il FTSEMIB ha costruito un recupero progressivo, inizialmente molto rapido e successivamente più ordinato, formando una serie di minimi crescenti.

Questo comportamento ha progressivamente ridotto la pressione ribassista che aveva caratterizzato la fase precedente.

La differenza tra un semplice rimbalzo e la partenza di un nuovo ciclo non dipende però soltanto dall’ampiezza del movimento.

Ciò che conta è soprattutto la struttura interna.

Quando il mercato inizia a costruire sottocicli capaci di mantenere i propri minimi e di spostare progressivamente verso l’alto la struttura del prezzo, aumenta la probabilità che sia effettivamente iniziata una nuova fase ciclica.

È precisamente ciò che abbiamo osservato dopo i minimi dell’8 ottobre.

Il T+1 sembra avviato, ma il primo T-1 è già maturo

La lettura principale rimane quindi quella di un nuovo T+1 già in corso.

Questo non significa però che il mercato debba necessariamente continuare a salire senza interruzioni.

Ogni ciclo superiore è composto da cicli più piccoli e, all’interno del T+1, il primo T-1 sembra essere ormai arrivato nella parte avanzata del proprio sviluppo.

Il recupero prodotto nelle ultime sedute ha progressivamente perso accelerazione.

I prezzi hanno raggiunto la parte alta della struttura ma, dopo il massimo registrato nella giornata del 12 ottobre, il movimento non è riuscito a trasformarsi in una nuova espansione direzionale.

Il mercato ha iniziato invece a muoversi maggiormente in laterale.

Ed è proprio questo passaggio che rende particolarmente interessante la seduta odierna.

Perché il movimento laterale è importante

Una fase laterale non significa necessariamente debolezza.

Molto spesso rappresenta semplicemente il passaggio tra due sottocicli.

In una fase iniziale del ciclo i prezzi tendono a produrre movimenti più rapidi e direzionali. Quando invece il ciclo matura, la spinta tende progressivamente a diminuire e la struttura diventa meno lineare.

È quello che stiamo osservando sul FTSEMIB.

Il recupero nato l’8 ottobre ha prodotto una fase espansiva, ma nelle ultime ore il mercato ha iniziato a mostrare una minore capacità di allontanarsi dai massimi raggiunti.

Questo comportamento è coerente con un T-1 che potrebbe essere entrato nel proprio ultimo giornaliero.

La parola importante rimane però “potrebbe”.

L’analisi ciclica non considera infatti sufficiente un singolo massimo, un singolo minimo o un singolo incrocio di indicatore per dichiarare concluso un ciclo.

Occorre osservare la struttura che il mercato costruisce successivamente.

Il T-3 diventa ora il ciclo da seguire

Per comprendere quando il T-1 sarà realmente entrato nella propria fase conclusiva è necessario osservare il T-3, il sottociclo di due gradi inferiore.

È su questa scala temporale che il mercato ci mostrerà se la pressione rialzista è ancora sufficientemente forte da produrre nuovi massimi oppure se il recupero sta progressivamente esaurendosi.

Il punto centrale non è quindi prevedere anticipatamente il prossimo movimento, ma verificare la sequenza con cui verranno costruiti i prossimi massimi e minimi.

Se il nuovo recupero del T-3 dovesse produrre un massimo inferiore o comunque incapace di estendere significativamente il movimento precedente e successivamente il mercato iniziasse a perdere i minimi del sottociclo, avremmo una struttura molto più coerente con la fase finale del T-1.

Se invece i prezzi riuscissero a costruire una nuova espansione superiore ai massimi precedenti, la fase rialzista del T-1 potrebbe semplicemente allungarsi.

Il MACD ciclico: conferma, non previsione

In questa fase assume particolare importanza anche il MACD ciclico.

L’indicatore viene utilizzato soprattutto per individuare la maturazione dei massimi e dei minimi dei sottocicli.

Sul T-1 il MACD ha già mostrato una perdita della precedente accelerazione rialzista, elemento coerente con la maturazione del ciclo.

Sul T-3, invece, la situazione deve ancora essere completata.

Ed è proprio questa differenza tra ciclo superiore e sottociclo che rende interessante l’attuale configurazione.

Il ciclo superiore sembra vicino alla propria fase conclusiva, mentre quello inferiore sta ancora sviluppando il movimento che dovrebbe fornire la conferma temporale.

Questa è una delle situazioni più tipiche dell’analisi ciclica: il ciclo superiore fornisce il contesto, il sottociclo fornisce il momento della svolta.

Le aree tecniche che delimitano la struttura

Senza trasformare l’analisi in una semplice successione di supporti e resistenze, esistono alcune zone che permettono di comprendere meglio l’evoluzione del quadro.

La fascia immediatamente sotto 50.000 punti rappresenta ancora la parte superiore della struttura costruita negli ultimi giorni.

È l’area nella quale il mercato deve dimostrare se possiede ancora la forza necessaria per estendere il recupero oppure se sta semplicemente completando la parte alta del ciclo.

Sul lato inferiore, la perdita progressiva dei minimi costruiti durante il recupero rappresenterebbe invece il primo segnale di modifica della struttura.

Non sarebbe ancora sufficiente, da sola, per dichiarare terminato il T-1, ma aumenterebbe significativamente la probabilità che il mercato sia effettivamente entrato nella propria fase discendente conclusiva.

Il quadro a 60 minuti resta ancora da ricostruire

Allargando l’osservazione al grafico orario, emerge inoltre un elemento importante.

Il recupero delle ultime sedute non ha ancora cancellato la struttura ribassista precedente.

Le medie e i riferimenti dinamici superiori continuano a trovarsi sopra i prezzi e questo significa che la ripartenza ciclica di breve deve ancora confrontarsi con una struttura tecnica più ampia che rimane deteriorata.

Questo non contraddice la partenza del T+1.

Un nuovo ciclo può infatti nascere all’interno di una struttura superiore ancora debole. Sarà la forza delle successive oscillazioni a determinare se ci troviamo semplicemente davanti a un recupero interno oppure all’inizio di una ricostruzione più importante.

Per questo motivo la chiusura del primo T-1 sarà particolarmente significativa.

Cosa ci dirà la chiusura del T-1

Il comportamento del mercato durante la prossima correzione potrebbe fornire informazioni molto più importanti del semplice raggiungimento di un nuovo massimo.

Se il T-1 riuscisse a chiudere mantenendo un minimo significativamente superiore a quello dell’8 ottobre, la struttura del T+1 risulterebbe rafforzata.

Avremmo infatti un primo ciclo interno capace di correggere senza compromettere il minimo di partenza.

Se invece la correzione dovesse diventare progressivamente più profonda, sarebbe necessario rivalutare la qualità della nuova struttura ciclica.

È quindi la forma della correzione, più ancora della sua semplice presenza, a rappresentare il prossimo elemento informativo.

Conclusione

La lettura attuale del FTSEMIB rimane coerente con un nuovo T+1 già iniziato dai minimi dell’8 ottobre.

All’interno di questa struttura il primo T-1 sembra ormai entrato nella parte finale del proprio sviluppo e l’ipotesi principale è che il mercato stia costruendo il suo ultimo giornaliero.

La conferma definitiva non è però ancora arrivata.

Sarà il comportamento del T-3, attraverso la prossima sequenza di massimo, correzione e minimi, a stabilire se la fase conclusiva del T-1 è realmente iniziata oppure se il mercato dispone ancora dello spazio necessario per prolungare il recupero.

È quindi una fase nella quale il tempo ciclico e la struttura dei sottocicli diventano più importanti della semplice direzione del prezzo.

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