Martedì 8 settembre 2026 — Briefing di preapertura
Petrolio vicino a 100 dollari: l’Europa difende il recupero in attesa della BCE
I futures azionari tentano una stabilizzazione, ma la nuova pressione sull’energia indebolisce il Bund e impedisce una conferma uniforme dei cicli superiori.
Martedì 8 settembre 2026 — Briefing di preapertura, dati verificati intorno alle ore 7:00 italiane
I mercati europei arrivano alla seduta con un’impostazione moderatamente positiva sui futures azionari, ma con un quadro intermarket ancora fragile. Il future EURO STOXX 50 oscillava intorno a 6.408–6.411, mentre sul FIB non è disponibile alle 7:00 una quotazione ufficiale della nuova sessione: l’asta di apertura comincia alle 7:30 e la negoziazione continua alle 8:00.
Wall Street è rimasta chiusa lunedì per il Labor Day. I futures statunitensi cedevano circa lo 0,1%, su volumi ancora ridotti. In Asia il quadro era misto: Nikkei circa +0,2/+0,3%, MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone intorno a +0,2/+0,5% e Kospi in rialzo fra l’1% e il 2%. Il rafforzamento dello yen, arrivato sui massimi da sette mesi, ha limitato il progresso del mercato giapponese. Quadro globale dell’8 settembre
Il tema dominante resta il petrolio. Il Brent è salito per la terza seduta consecutiva fino a circa 97,5 dollari, mentre il WTI si muoveva intorno a 92,9 dollari. Le minacce iraniane contro le infrastrutture energetiche statunitensi nel Golfo e il rallentamento del traffico nello Stretto di Hormuz mantengono concreto il rischio di nuove pressioni inflazionistiche. Petrolio e tensioni nel Golfo
Quadro tecnico e ciclico generale
Non sono disponibili nuovi grafici ciclici validati della chiusura di lunedì. L’ultima fotografia completa rimane quindi quella a 60 minuti di venerdì 4 settembre, confrontata con i prezzi ufficiali di lunedì e con le indicazioni di questa mattina. Leo IA, CCI, stocastico, DMI, MACD, Donchian e media a pallini citati sotto appartengono alla chiusura di venerdì e non sono automaticamente aggiornati dai movimenti successivi.
Lunedì FTSEMIB e STOXX hanno conservato la reazione partita dai minimi del 1°–2 settembre. Il FIB ha chiuso sopra il primo riferimento a 52.280, mentre lo STOXX è tornato a contatto con 6.415–6.425. Il miglioramento del prezzo sostiene la lettura di un T-1 ripartito e di un Tracy probabilmente iniziato, ma non basta ancora a confermare il T+1.
Il Bund rappresenta la divergenza più importante. Mentre l’azionario europeo ha tenuto, il future obbligazionario ha registrato un’ulteriore discesa, coerente con petrolio elevato e aspettative di rialzo della BCE. L’euro rimane invece stabile vicino a 1,1625, fra il sostegno intermedio e la fascia superiore che dovrebbe essere superata per consolidare la rotazione.
Sul quadro T+2 conservato dall’analisi settimanale, i minimi della scorsa settimana restano candidati alla conclusione di una struttura mensile. La conferma, tuttavia, richiede una sequenza più stabile di massimi e minimi crescenti sul T+1. La tenuta dell’azionario è un primo elemento favorevole; la debolezza del Bund e il petrolio vicino a 100 dollari impediscono ancora un allineamento completo.
I quattro mercati in sintesi
FTSEMIB/FIB
Il FIB settembre ha chiuso lunedì a 52.315, in rialzo di 164 punti, pari allo 0,31%, rispetto al precedente regolamento a 52.151. L’apertura era avvenuta a 52.145. Alle 7:00 la nuova seduta ufficiale non è ancora iniziata e non è disponibile una quotazione omogenea di preapertura. Borsa Italiana – future FTSEMIB
Rispetto ai 52.220 del grafico di venerdì, la chiusura di lunedì è superiore di 95 punti, circa lo 0,18%. Il prezzo ha recuperato il riferimento intermedio a 52.280, ma non ha ancora costruito un margine sufficiente sopra la media a pallini di venerdì, collocata a 52.416.
Nell’ultima fotografia grafica Leo IA era a -1,73, il CCI a -62,60 e il DMI negativo prevaleva per 21,60 contro 17,86. Il progresso di lunedì migliora la struttura del prezzo, ma non consente di attribuire automaticamente una rotazione equivalente agli indicatori.
Il T-1 rimane ripartito e il Tracy conserva una configurazione costruttiva. Il T+1 necessita ancora del superamento stabile di 52.416. Nella parte inferiore, 52.280–52.150 è la prima fascia di verifica; seguono 52.000–51.860 e il minimo strutturale a 51.685. Sopra 52.416, il successivo riferimento verificabile rimane 52.980.
EURO STOXX 50
L’EURO STOXX 50 cash ha chiuso lunedì a 6.403,99, in rialzo dello 0,17%. Il mercato cash è chiuso alle 7:00. Quotazioni europee Reuters
Intorno alle 7:00 il future settembre veniva indicato a circa 6.408–6.411, dato derivato e potenzialmente ritardato, dopo un’apertura intorno a 6.404. Rispetto al cash di lunedì il divario è di circa 4–7 punti, ma il confronto è soltanto orientativo perché riguarda strumenti differenti. EURO STOXX 50 future
Rispetto ai 6.405 del grafico di venerdì, il future è sostanzialmente invariato o superiore di circa 3–6 punti, pari allo 0,05–0,09%. Il prezzo sta verificando direttamente il riferimento a 6.415 e la media a pallini a 6.425.
Venerdì Leo IA era a -1,83, CCI a -71,75 e DMI negativo a 21,56 contro 17,63. La tenuta sopra 6.400 conserva la ripartenza del T-1, ma il T+1 non è ancora pienamente confermato. Sopra 6.415–6.425, il livello successivo è 6.434; nella parte inferiore restano importanti 6.388–6.351 e il minimo a 6.345.
Bund
Il Bund è il mercato che ha modificato maggiormente il quadro rispetto a venerdì. Le serie disponibili indicano per lunedì una chiusura intorno a 122,07, contro 123,04–123,06 di venerdì: una discesa prossima a 0,97–0,99 punti, circa lo 0,8%. Il movimento ha quindi cancellato la reazione precedente e violato il minimo grafico a 122,56. Storico Euro-Bund future
Le quotazioni della mattina non sono perfettamente confrontabili perché alcuni provider stanno già mostrando il contratto dicembre, mentre il grafico di Leonardo utilizza il settembre. Non viene quindi attribuito un valore puntuale di preapertura a una serie contrattuale non omogenea.
Venerdì il Bund aveva chiuso sul grafico a 123,06, sotto la media a 123,19, con Leo IA a -2,21, CCI a -57,88 e DMI negativo prevalente per 23,59 contro 19,77. La successiva perdita di 122,56 invalida la precedente ipotesi di minimo del ciclo breve.
Il Bund torna pertanto in continuazione ribassista. 122,56–122,74, da sostegno, diventa la prima fascia da recuperare per interrompere la pressione; più in alto rimangono 123,06–123,19. Finché il prezzo resta sotto questi riferimenti, T-1, Tracy e T+1 non mostrano una ripartenza confermata.
Euro
EUR/USD spot era indicato intorno a 1,1623–1,1625 alle 7:00, mercato aperto, sostanzialmente invariato rispetto alla seduta precedente. Il dollaro rimane debole contro lo yen, ma stabile nei confronti dell’euro; l’indice del dollaro è sceso verso 98,8, minimo da circa due settimane. Euro, dollaro e yen
Il future Euro FX aveva chiuso venerdì sul grafico a 1,16220. Lo spot mattutino è quindi numericamente superiore di circa 0,0001–0,0003, pari allo 0,01–0,03%, ma il confronto non è perfettamente omogeneo.
Venerdì il prezzo si trovava sopra il sostegno a 1,16050, ma ancora sotto 1,16310 e 1,16620. Leo IA era a -0,36, CCI a -14,68 e il DMI risultava quasi perfettamente equilibrato, 21,37 contro 21,40.
La configurazione dell’euro rimane la più avanzata sul piano degli indicatori, ma il prezzo non ha ancora superato la fascia necessaria per confermare il T+1. 1,1605 è il primo sostegno, seguito da 1,1577–1,1568. Nella parte superiore, 1,1631 rimane la prima verifica e 1,1662 il riferimento strutturale successivo.
Cosa può cambiare il quadro oggi
- Alle 8:00 italiane sono attesi i dati sulla bilancia commerciale tedesca di luglio. Dopo la contrazione dell’1,1% della produzione industriale, esportazioni e importazioni permetteranno di valutare la tenuta della maggiore economia europea.
- Alle 8:45 sarà pubblicata la bilancia commerciale francese. Il dato assume rilievo in una fase nella quale petrolio e costi delle importazioni energetiche stanno nuovamente aumentando.
- Negli Stati Uniti il calendario macroeconomico è leggero. Dopo la festività di lunedì, la riapertura di Wall Street e del mercato dei Treasury restituirà indicazioni più affidabili sulla reazione al forte rapporto sull’occupazione.
- Giovedì la BCE è attesa aumentare i tassi di 25 punti base. Il rialzo è ormai incorporato nei prezzi; la variabile decisiva sarà l’eventuale indicazione di ulteriori interventi nei prossimi mesi. Attese sulla BCE
- Giovedì alle 14:30 saranno pubblicati i prezzi alla produzione statunitensi; venerdì, sempre alle 14:30, arriverà l’inflazione al consumo. I due dati determineranno quanto sia sostenibile la probabilità, vicina al 60%, di un rialzo della Federal Reserve a settembre.
- Petrolio e Golfo restano il catalizzatore immediato. Un avvicinamento del Brent a 100 dollari aumenterebbe la pressione sui rendimenti e sul Bund, riducendo contemporaneamente la qualità del recupero azionario europeo.
Conclusione
La fotografia di preapertura mostra un’Europa azionaria ancora stabile: il FIB ha chiuso lunedì sopra 52.280 e lo STOXX continua a gravitare intorno a 6.400–6.415. La ripartenza del T-1 dai minimi della scorsa settimana rimane visibile e il Tracy conserva una configurazione favorevole, ma il T+1 non dispone ancora di una conferma completa.
Il cambiamento negativo riguarda soprattutto il Bund, che ha perso il minimo precedente e riaperto la propria sequenza ribassista. L’euro conserva invece la migliore stabilizzazione tecnica, pur restando sotto 1,1631.
Il punto centrale dell’apertura sarà verificare se FTSEMIB e STOXX riusciranno a superare rispettivamente 52.416 e 6.415–6.425, oppure se il rialzo del petrolio e la debolezza obbligazionaria limiteranno nuovamente la ripartenza. Il ciclo breve è migliorato; la conferma dei cicli superiori rimane ancora incompleta.